L’Aquila, si fa avanti l’imprenditore Organtini

25 Aprile 2017

Arriva in città, accompagnato dal generale Coletta. E incontra il sindaco Ora va avviata la trattativa con la proprietà per la cessione delle quote

All'Aquila sono arrivati i romani. Il gruppo interessato a rilevare la società rossoblù ha incontrato ieri mattina il sindaco Massimo Cialente e una delegazione della tifoseria, prima di visitare lo stadio Gran Sasso. Il referente della cordata è il romano Helenio Organtini, imprenditore edile con interessi anche all'estero, già conosciuto nel mondo del calcio per le sue esperienze da presidente di due società dilettantistiche laziali, la Giov.Hel. e il Casilina. Organtini, che dovrebbe essere affiancato da un altro socio, si è presentato nel capoluogo abruzzese insieme al generale Giulio Coletta, ex responsabile del settore giovanile della Lazio, e Massimiliano Malandrucco, attualmente dirigente delle giovanili della Lupa Roma. Gli ultimi due avevano tentato di rilevare L'Aquila già nel 2015. La trattativa non andò a buon fine e si concluse con uno scambio di accuse reciproche tra Coletta, che aveva formulato un'offerta per rilevare il 51% del club, e l'attuale proprietà che voleva cedere l'intero pacchetto delle quote. Due anni dopo, il generale ci riprova. «L'incontro con il sindaco è stato positivo», spiega Coletta, «abbiamo illustrato il nostro progetto e rimaniamo in attesa. Il sindaco ci ha detto che parlerà con il presidente Corrado Chiodi e poi ci convocherà di nuovo, probabilmente il 5 maggio. Anche noi dovremo parlare con l'attuale proprietà per conoscere la situazione economica della società. Abbiamo un progetto serio: vogliamo far rinascere L'Aquila e valorizzare i ragazzi del posto». Intanto, continua il botta e risposta tra la società e lo staff sanitario che ha rassegnato le dimissioni. I medici Germano Rossini e Alessandro Pompili replicano all'amministratore unico Ranucci. «Per noi la questione economica è stata una motivazione pressoché irrilevante in questi anni, come dimostrato dall'esiguità dei rimborsi spese a noi erogati, quasi sempre in ritardo e mai in linea con gli accordi di inizio stagione. Abbiamo sempre privilegiato la professionalità, la disponibilità e la passione, contribuendo con il nostro lavoro e le nostre conoscenze alla creazione di uno staff efficiente in grado di contemplare le esigenze societarie con la minima spesa possibile. Le motivazioni che ci hanno portato a dimetterci vanno ben oltre l'aspetto economico, come invece ribadito dall'amministratore, e riguardano la mancanza di fiducia e rispetto per le nostre figure. Ma forse per chi fa del calcio esclusivamente una fonte di guadagno è difficile da capire cosa significhi avere la passione per la squadra della propria città. Ci saremmo aspettati almeno un grazie per il lavoro svolto».

Vastese. Il girone di ritorno è stato disastroso. Dopo i 30 punti conquistati nel girone d'andata e il sogno play off, da gennaio in poi i biancorossi hanno ottenuto solo 12 punti e hanno un rendimento da play out. Nella classifica del girone di ritorno, la Vastese è terzultima davanti solo al Castelfidardo (11 punti) e alla già retrocessa Civitanovese (un punto). Il cambio di allenatore, con Favo subentrato a Colavitto, non ha sortito gli effetti sperati ma la società è infuriata con la squadra e nei prossimi giorni non sono esclusi provvedimenti nei confronti dei giocatori.

Giammarco Giardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA