L’Aquila, si riaccende un filo di speranza

19 Aprile 2016

Rimini penalizzato di due punti, decisivo lo scontro diretto di sabato al Neri. La Digos indaga sul parapiglia del dopo Siena

L’AQUILA. Non bastava la quinta sconfitta nelle ultime sette partite, a rendere più ardua l’impresa della salvezza diretta: ci si è messo anche il dopo partita agitato che è destinato a creare una frattura tra la tifoseria e i calciatori.

L’Aquila è messa male, ma ieri è arrivata una notizia a rende meno buio il momento, ovvero la penalizzazione di due punti del Rimini (per non aver pagato due mensilità ai tesserati nei termini previsti), prossimo avversario dei rossoblù e rivale nella corsa alla salvezza diretta. Evitare i play out resta un’impresa, ma, in teoria, facendo il pieno di punti nelle ultime tre gare, resta possibile. Anche perché, così come stanno le cose adesso, la salvezza diretta è a tre punti e diventa decisiva (per continuare a sperare) la sfida di Rimini. Così come sarà fondamentale Santarcangelo-Prato, un’altra sfida vitale per evitare i play out.

Nel frattempo in città non si parla che della crisi dei rossoblù e del dopo partita ad alta tensione. Ieri la questura dell’Aquila ha fatto sapere che la Digos sta vedendo e valutando le immagini del parapiglia nei pressi dello stadio che ha visto protagonisti i calciatori Salvatore Sandomenico e Christian Chirieletti. «Aspettiamo notizie anche noi», ha detto il presidente dell’Aquila Corrado Chiodi. «Se hanno reagito a provocazioni verbali non va bene. Ci saranno dei provvedimenti. Se, invece, qualcuno ha alzato le mani, è legittimo che la vittima tenti di difendersi». In attesa di sapere chi ha acceso gli animi e come sono andate le cose (risulta comunque inverosimile che i calciatori siano andati ad aggredire i tifosi nel dopo-gara), bisogna gestire la settimana che porta alla trasferta di sabato a Rimini. Chiodi ha fatto sapere che in mattinata parlerà con gli altri soci e deciderà se mandare la squadra ad allenarsi altrove oppure se riportarla in città dopo il ritiro ad Amatrice.

C’è tensione nell’ambiente. Addirittura, c’è chi (Sandomenico?) avrebbe manifestato l’idea di lasciare la città, chiedendo la rescissione del contratto. «Non mi risulta», la replica del presidente Chiodi. «E comunque Sandomenico è in scadenza di contratto a giugno. Oggi abbiamo bisogno solo di serenità per ottenere il massimo da qui alla fine della stagione». Il massimo è la salvezza, ovviamente. Meglio se conquistata al termine della stagione regolare, altrimenti L’Aquila dovrà prepararsi ai play out.

Non è un lavoro facile quello che attende Giacomo Modica che la scorsa settimana ha preso il posto di Carlo Perrone, sollevato dall’incarico.

Alcune scelte del tecnico siciliano hanno fatto discutere, ma la speranza è che possa avere l’intera rosa a disposizione, specialmente in difesa.

Per sabato (ore 17 allo stadio Neri di Rimini) dovrebbero rientrare Maccarrone nelle retrovie e Milicevic a centrocampo, da valutare le condizioni di Pesoli.

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