L’Aquila, solo un pari E nei play off pesca il Monterosi

Non basta il gol di Minincleri, i sardi pareggiano nel finale Squadra col lutto al braccio nel ricordo di Paolone Rossi
L’AQUILA. È una stagione talmente sofferta, in campo e fuori, che i rossoblù decidono di finirla qui, almeno per le partite in casa. Anche in caso di finale, infatti, si giocherà lontano dal “Gran Sasso”. Una dormita generale dopo il vantaggio, e una serie incredibile di occasioni da gol sprecate, spedisce L’Aquila sul campo del Monterosi (invece che a Rieti) per la semifinale secca dei play off, affrontati da quinta classificata. Domenica (inizio ore 16) la semifinale in gara unica: in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, saranno effettuati i supplementari. Se ci sarà ancora parità passa la squadra meglio classificata. Stesso meccanismo per la finale (21 maggio). In Lega Pro va l’Arzachena, l’altra sfida play off è Rieti-Ostiamare.
Nell’ultimo atto della stagione regolare lo stadio è semideserto. Anzi, ancora più vuoto perché in tribuna, al suo solito posto, non c’è Paolone Rossi. La sua sediolina resterà vuota, senza neppure l’ombra di un fiore. Il lutto al braccio dei calciatori e il minuto di silenzio lo rendono comunque presente.
La sfida, che serve soltanto a definire il piazzamento play off per L’Aquila, si gioca a viso aperto e senza condizionamenti. L’Aquila conduce le operazioni nel primo tempo, mentre nella ripresa cede il campo agli avversari, che trovano il gol del pareggio e mettono paura a Salvetti sprecando l’incredibile pallone dell’1-2. Sul fronte opposto, l’occasione buona capita sui piedi di Ranelli che la spreca con un tiro da dimenticare. L’ennesima stagione deludente in casa aquilana finisce con l’amaro in bocca. Altro che Latte Dolce.
Battistini, a fine gara, si dirà contento del suo bilancio di una sola sconfitta seguita da quattro vittorie e quattro pareggi. Impossibile avere l’opinione del presidente Chiodi, che diserta lo stadio ormai da tempo e, almeno ufficialmente, manda a dire di voler mollare. Del resto, è fuori dal campo che si gioca la partita più importante. A ricordarlo è lo striscione della curva (Liberate L’Aquila calcio), ma tra cordate vere o presunte, debiti da rateizzare, cessioni gratuite oppure onerose, richieste di fideiussioni non si sa ancora dove si andrà a parare.
In questo contesto la coda del campionato è perlopiù pleonastica. Va ribadito che chi vince i play off viene inserito in una graduatoria che non dà diritto alla promozione, ma soltanto alla formazione di una graduatoria da cui eventualmente attingere per coprire posti liberi nella categoria superiore. E sull’Aquila pesa, stando così le cose, la penalizzazione legata all’ulteriore strascico del calcioscommesse.
L’ultimo atto, allora, serve per alcune riabilitazioni, ma anche per le bocciature definitive. Minincleri, inizialmente indicato come uno degli ammutinati, firma il tredicesimo gol. Battistini, che ha preso una (mezza) squadra alla deriva non ha fatto grossi danni con gli elementi che ha avuto a disposizione. Giudizio fin troppo scontato, e impietoso, infine, per chi, come la dirigenza, prima o poi dovrà rendere conto dell’ennesima stagione deludente.
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