L’Aquila va incontro a una penalizzazione

Oggi i primi interrogatori, ecco cosa può accadere al club
PESCARA. Oggi sono in programma gli interrogatori di garanzia delle 50 persone fermate nell'ambito dell'inchiesta Dirty Soccer della procura antimafia di Catanzaro. Avverranno per rogatoria. Ognuno degli indagati sarà ascoltato nel carcere dove è stato portato martedì mattina. Ad esempio, Ercole Di Nicola, risponderà alle domande degli inquirenti a Venezia dove si trovava al momento del fermo. I magistrati sperano di avere ulteriore materiale probatorio per poter sviluppare l'inchiesta sul calcioscommesse. E comunque stanno già esaminando personal computer, telefonini, smartphone e tablet sequestrati durante le perquisizioni di martedì mattina. Non a caso ieri, a 24 ore dai fermi, sono venute a galla altre partite sospette che coinvolgono anche Salernitana, Ascoli e Benevento.
Nell'ordinanza ci sono diversi omissis. Questo significa che alcune situazioni andranno approfondite. Tra l'altro, in diverse partite che i magistrati ritengono truccate mancano gli autori materiali degli illeciti, ovvero i calciatori.
Uno dei personaggi cardine dell'inchiesta è Ercole Di Nicola, il dirigente dell’Aquila che aggiustava partite e scommetteva secondo il pm Romano titolare dell’indagine. E c'è attesa per capire quale sarà la sua strategia: collaborerà o meno? Farà altri nomi oppure resterà in silenzio?
«Staremo insieme tutta la giornata per parlare, studiare e decidere», ha detto l’avvocato Libera D’Amelio. «Se conosco un po’ il mio assistito, del quale sono molto amica, sarà un fiume in piena».
In base alle risposte che darà, presumibilmente, dipenderà anche la durata della detenzione preventiva.
Il quadro accusatorio a suo carico è abbastanza pesante. Emerge la figura di un dirigente spregiudicato che compra partite per L'Aquila e che combina altri incontri grazie a una rete di amicizie e di contatti.
C’è un passaggio nelle intercettazioni che rende l’idea del personaggio, secondo il pm Romano. «... Io faccio i cazzi miei e basta!... finito!... non devi avere scrupoli, non devi avere scrupoli...», la raccomandazione di Di Nicola all’avvocato Vincenzo Nucifora, ex ds della Torres.
Sul piano penale, l’ormai ex responsabile dell’area tecnica rossoblù rischia grosso, su quello della giustizia sportiva va incontro, addirittura, alla radiazione.
Il procuratore federale Palazzi ha già chiesto gli atti alla procura di Catanzaro. E sta valutando la possibilità di istruire il processo (sportivo) entro l'estate. C'è il precedente del 2012 che propende in tal senso. Gli arresti ordinati dalla procura di Cremona avvennero ai primi di giugno e prima dell'inizio della nuova stagione furono istruiti e conclusi i processi sportivi. La sensazione è che la storia possa ripetersi. L'Aquila rischia grosso: l'accusa è di aver comprato quattro partite dell'ultima stagione (due con il Santarcangelo, e quelle interne con Tuttocuoio e Savona). E potrebbe essere deferita per responsabilità oggettiva. Nel caso in cui, invece, Di Nicola fosse stato un dirigente con potere di firma (di solito presidente o amministratore delegato) sarebbe scattata sicuramente la responsabilità diretta e difficilmente sarebbe potuta scampare alla retrocessione. Con l'accusa della responsabilità oggettiva, invece, ci sono più margini di difesa. Poi, la società dovrà dimostrare di essere stata all'oscuro del comportamento di Di Nicola che lavora da anni per il club rossoblù. Ma questo è un altro discorso, di pertinenza degli avvocati.
Un aspetto curioso della carriera di Di Nicola è che svolgeva le mansioni di direttore sportivo senza mai essere stato abilitato alla professione. Non risulta, infatti, iscritto all'albo. E, guarda caso, nell'organigramma risultava essere responsabile dell'area tecnica. Appunto perché non era un ds abilitato. Accade anche questo nel calcio professionistico…
Negli anni, il dirigente sospeso dall'Aquila aveva coltivato amicizie e contatti a ogni livello. Anche all'interno della Lega Pro. Basti pensare alle telefonate con il vice segretario Donati o con il vice presidente Rizzo contenute nelle intercettazioni. E proprio dall'ordinanza emerge anche una telefonata tra Roberto Rosetti, designatore degli arbitri della Lega Pro, e Massimo De Santis, l'arbitro condannato nell'ambito di Calciopoli e da poco meno di un anno alle dipendenze dell'Aquila.
Va detto, comunque, che in alcuni casi Di Nicola è anche andato oltre nelle conversazioni intercettate. In una, ad esempio, con l'avvocato Vincenzo Nucifora aveva assicurato l'intervento sul presidente del Cosenza per far rimuovere il ds Mauro Meluso. Un tentativo che, però, non è andato a buon fine, visto che Meluso, teramano d'adozione, è ancora operativo a Cosenza.
C'è poi un altro aspetto curioso. In un colloquio con Daniele Ciardi, il magazziniere del Santarcangelo indagato nell’inchiesta, a fine novembre Ercole Di Nicola si lascia andare a una confidenza: «... Siccome vado a fare il direttore sportivo a Pescara il prossimo anno, no?... Allora domani devo andare a vedere Pescara-Lanciano». Era il giorno prima del derby in notturna giocato all’Adriatico-Cornacchia. Millanteria oppure una reale prospettiva di mercato?
@roccocoletti1
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