L’Armonia a un bivio: «Senza sponsor costretti a chiudere»

12 Aprile 2019

La presidente Mazziotti: «Costi elevati, non ce la faccio Questa società è un patrimonio della città di Chieti»

CHIETI. Porta in giro per il mondo il nome di Chieti, vince medaglie nelle più importanti competizioni internazionali, ma il suo futuro è a rischio. «Se non troviamo gli sponsor, siamo costrette a chiudere oppure a vendere il titolo della serie A». A lanciare l'allarme è Anna Maria Mazziotti, presidente dell’Armonia d’Abruzzo, società di ginnastica ritmica di Chieti, eccellenza dello sport abruzzese. Da 25 anni consecutivi in serie A (sempre sul podio), per otto volte di fila campione d’Italia: ora l’Armonia, così chiamata dal 1983 - prima c’era il Club ginnico teatino - chiede aiuti per continuare l'attività agonistica. «I costi sono elevati e sono diventati insostenibili perché gareggiamo spesso all’estero», spiega la Mazziotti. «Per mandare avanti la società ho dovuto fare sacrifici personali, vendendo anche alcuni immobili. L’Armonia si autofinanzia con i soldi dei genitori delle ragazze che ci aiutano a pagare i body e le trasferte. Solo la serie A ci costa 90mila euro, circa 10mila euro per ogni prova. Quest’anno non abbiamo potuto prendere le straniere perché non potevamo pagarle. Se la situazione non cambia, l’Armonia chiude. E se questo accadrà, sarà la fine di tutto il movimento della ginnastica ritmica in Abruzzo». Da Eva D’Amore (Olimpiadi di Atlanta e Sidney) a Marianna Ombrosi (Atlanta 1996) e Desirèe Pagliaccia (mondiali del 2001) alle più recenti Fabrizia D’Ottavio (argento alle Olimpiadi di Atene nel 2004), Chiara Ianni, Federica Febbo, Carmen Crescenzi e Alessia Russo, quest’ultima ancora in attività e reduce dalla medaglia di bronzo ai mondiali di Sofia: sono tanti i talenti sfornati dall’Armonia che hanno dato lustro all’Abruzzo oltre i confini regionali e nazionali. «Ma la città non si rende conto dell’importanza dell’Armonia», dice la Mazziotti. «Grazie alla ritmica oggi Chieti è conosciuta e non viene più scambiata per Rieti. Sponsorizzare questa società significa far conoscere il marchio di quell’azienda in tutto il mondo, fino a Tokyo e negli Stati Uniti. Tutte le società più importanti hanno sponsor, da Fabriano a Udine, noi no. Eppure tutte le ginnaste del centro sud che vogliono andare avanti a livello internazionale e avere un futuro nell’aeronautica o nei carabinieri, devono passare da noi perché siamo un’accademia. La ritmica non è fare balletti, come qualcuno può pensare. È uno sport che richiama oltre 4mila spettatori nelle manifestazioni più importanti. Al PalaTricalle abbiamo fatto il pienone con la serie A e il premondiale. Non voglio mettermi in competizione con gli altri sport», conclude la Mazziotti, mamma del tecnico federale Germana Germani, «chiedo solo sostegno perché l’Armonia è un patrimonio di Chieti da salvaguardare. Ma senza sponsor, purtroppo, è dura andare avanti».
Intanto, la squadra si prepara per i prossimi impegni. Dal 19 al 21 aprile Alessia Russo parteciperà alla World Cup di Tashkent, in Uzbekistan. Il 20 aprile Caterina Allovio, Elisa Dobrovolska e Alice Capozucco partiranno direzione Belgrado. Il 27 aprile, al PalaTricalle di Chieti, si svolgeranno le finali nazionali Gold Allieve. Lunedì prossimo, invece, Russo sarà nella giuria vip per il premio internazionale di danza Maria Antonietta Berlusconi. Le attività dell’Armonia vanno avanti, ma il futuro è a rischio: servono sponsor per garantire la sopravvivenza della plurititolata società teatina.
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