L’australiano Dennis in maglia rosa
«La difenderò con tutte le forze fino all’ultima tappa. Ringrazio la squadra»
TEL AVIV. Elia Viviani ha gli occhi che brillano di gioia. Non come alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, dove la commozione aveva avuto il sopravvento, ma poco ci manca. Vincere da favoriti è ancora più difficile e ieri, sul traguardo di Tel Aviv, tutti indicavano il veronese - che in carriera sogna una vittoria nella Milano-Sanremo. «Non è stato facile, perché ero nervoso e sentivo la pressione addosso, sapevo di avere tutti contro, sapevo che mi aspettavano: prima degli avversari ho dovuto sconfiggere questo strano peso. Sembravo calmo, ma era solo un'impressione, invece ero teso. Non è facile pedalare con il peso del pronostico sulle spalle. Però, siccome stavo bene, mi sono lanciato: tutti tentennavano, si guardavano, io sono riuscito a prendere il treno della Bora... Prima, però, avevo partecipato anche ai traguardi volanti, perché punto alla maglia ciclamino (che ieri ha indossato, ndr). La classifica a punti si vince tappa dopo tappa, bisogna mettere assieme una serie di successi e io altre volte ci sono andato vicino». Viviani dedica la vittoria alla squadra, alla famiglia e, soprattutto, alla friulana Elena Cecchini, la fidanzata tre volte campionessa italiana. «Condividiamo i sacrifici ed è l'unica persona che riesce a trasmettermi dosi abbondanti di serenità», la confessione dell'olimpionico nella pista (una rarità per l'Italia che pedala nel terzo millenio). Con Viviani fa festa anche Rohan Dennis, che riscatta la delusione di venerdì a Gerusalemme, prendendosi per un solo secondo la maglia rosa, che fino a ieri mattina era sulle spalle di Tom Dumoulin. «Venerdì ci sono rimasto male», ammette l'australiano, «anche se ho disputato un'ottima cronometro. Non speravo di vestire questa maglia prestigiosa, ma ci sono riuscito ugualmente. Pensavo di lasciare il peso del primato sulla Sunweb e su Dumoulin, invece ho sprintato e mi sono preso quei 3”. Devo ringraziare la squadra, che ha collaborato con me: adesso penso a godermi la maglia rosa, anche se sarà difficile tenermela stretta. Io, comunque, darò tutto fino all'ultima tappa».

