L’AUTUNNO DELLA B, SOLITE INCERTEZZE
Dopo Salernitana e Perugia, dopo l’Entella, l’Ascoli e l’Empoli, adesso (ri)tocca al Benevento, già in testa alla quarta giornata e di nuovo in cima grazie al gol in extremis di Tello a La Spezia:...
Dopo Salernitana e Perugia, dopo l’Entella, l’Ascoli e l’Empoli, adesso (ri)tocca al Benevento, già in testa alla quarta giornata e di nuovo in cima grazie al gol in extremis di Tello a La Spezia: sette giornate e sei capoliste. Nelle continue ristrutturazioni che si concede nei suoi organici stagionali, la serie B si conferma fedele a se stessa, almeno nel primo pezzo del suo percorso, quando i valori assoluti sono ancora ipotesi e ambizione e non una regola matematica.
Campionato senza chi possa ancora sprintare, governarlo, guardare tutti gli altri dall’alto verso il basso. Le prime dodici della classifica stanno in cinque punti.
È così da sempre e così, per fortuna, continuerà ad essere. O non sarebbe la serie B.
Pippo Inzaghi, ad esempio, ha tutto per tenersi stretto il bastone del comando fino alla volata finale, ma poi guardi le partite della sua squadra e ti accorgi che il potenziale è tutto meno che già espresso.
È rimasta l’unica ancora imbattuta, ma, diciamo la verità, se non fosse stato per il regalo della difesa dello Spezia, a quest’ora staremmo commentando il suo terzo pareggio consecutivo e, di conseguenza, non il suo primato ma quello del quartetto Crotone-Empoli-Salernitana-Perugia, con i calabresi migliori protagonisti del momento (tre vittorie consecutive, come il rinato Cittadella) e con i ragazzi di Gian Piero Ventura, invece, capaci di frenare ogni volta in casa (una sconfitta e due pareggi all’Arechi dopo ognuna delle tre vittorie di fila in trasferta) e divorarsi, così, la possibilità di prendersi il primo posto in solitaria.
Un’anomalia però c’è: sette giornate, diverse situazioni delicate (Trapani, La Spezia, Frosinone, Cremonese), ma ancora nessun cambio in panchina (un anno fa, ad esempio, dopo lo stesso numero di partite, erano già saltate a Carpi, Palermo e Brescia).
Ma chissà che la sosta, adesso, non “armi” la mano dei presidenti e ci riconsegni quei soliti, cari ribaltoni che, anche loro, tanto “fanno B”. Il campionato dove l’unica certezza è l’incertezza.
*giornalista Sky Sport
©RIPRODUZIONE RISERVATA

