L’emozione di Gravina: Castel di Sangro nel cuore

15 Dicembre 2018

Il presidente della Figc riceve la cittadinanza onoraria dal paese che portò dalla 2ª categoria alla B. Il ct dell’Italia Mancini gli promette: vinciamo gli Europei

CASTEL DI SANGRO . Da ieri Gabriele Gravina è cittadino onorario di Castel di Sangro, di cui è stato l'artefice dell’incredibile ascesa dal calcio dilettantistico alla serie B, con diverse promozioni in un decennio. Ad applaudire il conferimento dell'onorificenza al neo presidente della Federazione italiana gioco calcio anche Roberto Mancini, ct della nazionale italiana, che ha raggiunto la cittadina abruzzese per partecipare all’evento organizzato dal sindaco Angelo Caruso. Ad accogliere Gravina, visibilmente commosso, sul palco del Teatro Italia un’autentica standing ovation da parte della comunità altosangrina che non ha mai dimenticato il presidente del "miracolo giallorosso". «È una grande emozione essere qui davanti a tanti amici», le parole di Gravina, «che nel corso degli anni mi hanno dato tanto affetto non facendomi mai mancare nulla».
Al di là della cittadinanza onoraria, per il capo del calcio italiano è stata una sorta di rimpatriata, visto che per l’occasione è stata invitata gran parte dei calciatori che ha reso possibile l’impresa del Castel di Sangro, culminata con l’approdo in B il 22 giugno 1996, oltre allo storico allenatore Osvaldo Jaconi. Alla guida del Castel di Sangro calcio, dal 1984 al 1998, Gravina ha portato la squadra dalla Seconda categoria alla serie B. Poi è stata la volta della Nazionale italiana Under 21, della presidenza della Lega Pro ed infine della Figc. «Sarebbe importante creare delle seconde squadre nei campionati maggiori in cui valorizzare i giovani italiani e non perderli come successo negli ultimi quindici anni», ha detto Gravina, «soprattutto tornando a valorizzare anche l’aspetto di forte aggregazione sociale che ha lo sport calcistico».
Il presidente della Figc è nato a Castellaneta, in provincia di Taranto, il 5 ottobre 1953, anche se si è sempre considerato un abruzzese d’adozione. Oggi risiede a Sulmona ma spesso trascorre qualche giorno di vacanza a Castel di Sangro. Non ha dimenticato le sue origini e le sue radici di testimone del mondo dello sport, neanche dopo aver terminato la sua avventura al vertice del sodalizio calcistico abruzzese: lo stadio comunale Patini a Castel di Sangro, con i suoi quattro campi da calcio, è ormai da diversi anni ambita meta di ritiri e di gare ufficiali della Nazionale italiana con le sue categorie giovanili (Under 21 su tutte) e femminile. «Sono orgoglioso di avere al mio fianco il presidente Gravina», ha commentato Mancini, «a cui ho promesso di vincere i prossimi campionati europei».
A celebrare il presidente della Figc un parterre d’eccezione, tra cui il giornalista Rai Alessandro Antinelli e il giornalista e scrittore Leopoldo Gasbarro, autore di libri come “L’urlo. La storia appassionante del Castel di Sangro calcio”. Assente il capitano della Nazionale campione del mondo del 2006 Fabio Cannavaro. Alla cerimonia, allietata dal tenore Piero Mazzocchetti, hanno partecipato il presidente vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, e il presidente del comitato regionale della Figc, Daniele Ortolano.
Massimiliano Lavillotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.