L’ex arbitro Italiani lavora per valorizzare il settore giovanile

ATRI. Largo ai giovani. È il motto che contraddistingue l'Asd Calcio Atri, nata nel 2016 dalla fusione di tre diverse realtà calcistiche. E il suo presidente, Alessandro Italiani (eletto nel 2018) ne...
ATRI. Largo ai giovani. È il motto che contraddistingue l'Asd Calcio Atri, nata nel 2016 dalla fusione di tre diverse realtà calcistiche. E il suo presidente, Alessandro Italiani (eletto nel 2018) ne ha di cose da raccontare. «Avendo davvero vissuto il calcio», spiega, «da tutte le angolazioni, compresa quella del giocatore. Sono stato, infatti, sia arbitro (110 gare in serie C, 60 in D, ndc), che assistente (35 gare in serie A, 130 in B, ndc) e su queste esperienze, che mi hanno formato come uomo, potrei scrivere un libro. Così come importante è stato anche il quadriennio trascorso alla Virtus Lanciano, in B, nel ruolo di dirigente accompagnatore. Altro periodo per me fondamentale, ma con un solo, grande un rammarico: quello di non aver potuto implementare il progetto relativo agli assistenti di tribuna (l'attuale Var, ndc) nato proprio all'interno del club frentano, per poi passare nelle mani della federazione olandese». Quanto al presente, e all'attuale ruolo dirigenziale, ecco come è nata l'idea di cambiare rotta. «Il calcio dilettantistico», sottolinea Italiani, «vive da qualche tempo una condizione di disagio. Per questo, a giugno dello scorso anno, assieme ai miei soci Carlo Di Francesco ed Enzo Di Meco, si è deciso di affrontare il campionato praticamente con l'under 19, supportata da alcuni ragazzi di 22/23 anni e qualche elemento di provata esperienza. Di fatto, la domenica, nell'undici iniziale schierato in campo, figurano almeno sei o sette tra 2001 e 2002, e questa, in un contesto competitivo come il girone D, è stata una scelta coraggiosa. Sposata in toto dal mister Umberto Italiani (suo fratello, ndc), avvocato e docente universitario esperto in diritto del lavoro sportivo. Il calcio è la sua passione», rivela il presidente, «ed è ciò che lo ha spinto ad intraprendere, pur tra mille impegni, l'attività di allenatore. Dapprima nelle giovanili, poi alla guida degli Allievi del Pescara e della rappresentativa regionale Juniores. E' un gran lavoratore, per cui, al di là del mio ruolo istituzionale, non entro mai in quelle che sono le sue scelte. Ognuno ha i propri compiti e aver chiarito sin da subito le reciproche competenze, ci aiuta non poco nel lavoro quotidiano. Certo, con un organico così giovane, aumentano i rischi, ma le soddisfazioni, quando arrivano, sono ancora più grandi. Tipo i bei risultati ottenuti dalla Juniores o le tante richieste pervenute per il nostro miglior realizzatore: il centrocampista Carlo Martella, nato nel novembre 2002. Ma se tutto questo è possibile», conclude Italiani, «lo si deve agli sponsor e ai vari dirigenti, cui va il mio ringraziamento». (s.d.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

