L’ex Croce è la bestia nera

Contro il Delfino 5 vittorie e un pari per il rosetano dell’Empoli
PESCARA.
Un abruzzese doc sul cammino del Pescara. Il rosetano Daniele Croce (nella foto), cresciuto nelle giovanili biancazzurre, da qualche anno è un punto fermo dell’Empoli. Il centrocampista giocò 107 gare con la maglia del Delfino debuttando in serie B nel 2001. Eppure, Croce è stato sempre “ingrato” nei confronti della sua ex squadra.
Nella sua carriera ha disputato sei gare contro il Pescara vincendo cinque volte gare e pareggiando in una circostanza. Domenica tornerà nel suo vecchio stadio e in riva all’Adriatico stanno facendo già gli scongiuri. «Mi auguro che la tradizione positiva prosegua. Al di là della cabala, per me la gara avrà un sapore particolare. Sono contento di affrontare in serie A il Pescara, una squadra che ha rappresentato una parte importante della mia carriera. Avrò un settore dello stadio quasi per me. Da Roseto verranno in tanti a vedere la partita».
Domenica, al fischio d’inizio, non ci sarà spazio per le emozioni. Pescara ed Empoli hanno bisogno di punti per restare a galla. «Di sicuro la posta in palio è altissima, ma non sarà una sfida decisiva. Non mi aspetto una gara bloccata a livello tattico, perché entrambe le squadre sono abituate a giocare a viso aperto».
Il Pescara non ha vinto nemmeno una partita sul campo, mentre l’Empoli fa un fatica tremenda a trovare la via del gol (solo 2 in 11 gare). «Non riesco a spiegarmi l’astinenza. Abbiamo fior di attaccanti in rosa ed è incredibile constatare che Gilardino, Maccarone, Pucciarelli e Saponara siano ancora a secco. però sono certo che basterà poco per sbloccarsi e invertire il trend negativo. Al Pescara serve una punta? Forse sì, soprattutto a livello numerico i biancazzurri sono un po’ corti, ma ho grande rispetto nei confronti dell’undici di Oddo. In rosa c’è tanta qualità, per me i biancazzurri hanno le carte in regola per restare in A. Hanno vinto in B giocando un calcio tecnico e stanno provando a fare lo stesso anche in questa categoria. Mi ricorda l’ Empoli al nostro primo anno in A».
Il pareggio casalingo contro la Roma ha ridato vigore ai toscani. «Abbiamo ritrovato l’autostima e la consapevolezza dei nostri mezzi».
Croce ha esordito in A a 32 anni dimostrando di essere all’altezza della categoria. Grande il pupillo di Maurizio Sarri, che lo ebbe alle sue dipendenze a Pescara (portandolo con sè anche ad Alessandria, Sorrento ed Empoli). «Sarri è stato fondamentale per la mia carriera. È un grande tecnico e loi sta dimostrando anche a Napoli».(g.t.)
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