L’Inter con il ritmo da scudetto dopo aver sistemato la difesa

10 Marzo 2021

MILANO. Non si sentirà un pezzo di scudetto in tasca, ma Antonio Conte viaggia senza dubbio a ritmi da chi sta in vetta con merito. Nel giorno - ieri - del suo 113° compleanno, l'Inter continua a...

MILANO. Non si sentirà un pezzo di scudetto in tasca, ma Antonio Conte viaggia senza dubbio a ritmi da chi sta in vetta con merito. Nel giorno - ieri - del suo 113° compleanno, l'Inter continua a correre in vetta alla classifica, con l'obiettivo di sfruttare il calendario per ampliare il distacco da Milan e Juventus. La vittoria contro l'Atalanta, arrivata con le unghie e con i denti, ha dimostrato anche che i nerazzurri non sono solo Lukaku e Lautaro, ma anche una difesa di ferro capace però di far male pure in zona gol. D'altronde, i numeri parlano chiaro: nella striscia di sette vittorie consecutive, Handanovic ha dovuto raccogliere il pallone in fondo alla rete solo una volta, contro la Lazio (deviazione di Escalante su punizione dal limite di Milinkovic-Savic).
Dopo i primi mesi traballanti, Conte ha infatti scelto un atteggiamento più prudente, lasciando più spesso il possesso palla agli avversari per chiudersi e ripartire. La difesa è tornata così un punto di forza, una solida base su cui costruire una fase offensiva in cui comunque non mancano i giocatori d'attacco, considerando che, oltre alle due punte, tra i titolari sulle fasce ci sono due giocatori tutt'altro che difensivi come Hakimi e Perisic, oltre a una mezzala come Eriksen.
L'Inter continua così a viaggiare a ritmi veloci, addirittura anche meglio dell'anno del Triplete con Mourinho: nell'era dei tre punti a vittoria, solo nel 2006/07 (quando chiuse a quota 97 con Mancini in panchina) aveva ottenuto più degli attuali 62 punti dopo 26 gare. E per trovare un filotto così lungo di successi a San Siro (dieci) bisogna tornare al 2010/11, quando tra Benitez e Leonardo ne misero in fila tredici. Ora inizia il rush finale, con le ultime dodici giornate in cui la squadra di Conte può sfruttare il calendario e anche il maggior riposo, non avendo le coppe, senza però poter prendere sottogamba le prossime sfide.
A partire da quella di domenica a Torino (quando il tecnico sarà squalificato, dopo il giallo per il battibecco con l'arbitro Mariani), per proseguire con Sassuolo, Bologna e Cagliari prima di un nuovo big match con il Napoli. Ma anche negli scontri diretti i nerazzurri viaggiano a ritmi alti, con 18 punti conquistati in nove sfide contro le prime sette in classifica.
I numeri, in sostanza, dicono Inter: sta a Lukaku e compagni non gettare al vento l'occasione che si stanno creando.
Roberto Di Candio