L’Inter di Mancini fa paura E ora prova a scappare

Le tre vittorie per 1-0 mostrano una squadra solida a centrocampo e in difesa Domani col Verona e poi con la Fiorentina i nerazzurri vogliono tentare la fuga
MILANO. Il bel gioco può aspettare, perché nel calcio conta la classifica e l'Inter resta salda in vetta.
Continua il momento d'oro dei nerazzurri che, a poco meno di un mese dall'inizio del campionato, conducono la Serie A a punteggio pieno. Successi di misura, senza goleade esaltanti, ma con tanto cinismo e determinazione. La nuova Inter di Mancini, se pur ancora macchinosa nel gioco, sbaglia poco ed è incisiva. Ora l'obiettivo è sfruttare il doppio turno casalingo, contro il Verona domani e la Fiorentina domenica, per tentare di staccare le dirette concorrenti ai primi posti in classifica.
Il Verona, orfano di Toni e senza vittorie in questo avvio, è un avversario sulla carta alla portata dei nerazzurri. Ottenere i tre punti eguaglierebbe il record dell'Inter di Cuper del 2002-2003 e permetterebbe di preparare la sfida con la Fiorentina a mente più leggera. Mancare l'obiettivo contro la squadra di Mandorlini, invece, coinciderebbe con il fallimento della prova di maturità. Non ci sono partite facili in Serie A, ma se si vuole pensare in grande bisogna trovare continuità di risultati. Contro il Verona si rivedrà in campo Joao Miranda, ormai totalmente recuperato dalla lieve distrazione al legamento del ginocchio destro rimediata con il Brasile. Dopo i due forfait nel derby e col Chievo, il centrale ieri è tornato ad allenarsi con il resto del gruppo e sarà tra i convocati. Una buona notizia che rischia però di essere rovinata da un altro infortunio. Murillo contro il Chievo ha lasciato il campo per un risentimento muscolare. Oggi si sottoporrà ad un controllo, per capire l'entità del problema e valutarne le condizioni. In caso l'esito degli esami risultasse positivo, Mancini dovrà ancora una volta affidarsi a Medel. Il centrocampista sta dimostrando molta duttilità, è ordinato, efficace nelle chiusure, corretto nei movimenti ed è ormai una valida alternativa per il tecnico.
Nonostante l'emergenza in difesa, a cui si deve aggiungere anche l'acciaccato Juan Jesus, l'Inter ha incassato un solo gol (dal Carpi) in quattro gare. I black out della retroguardia, che avevano condannato il rendimento dello scorso anno, sono ormai un problema risolto.
Il centrocampo, più fisico e aggressivo con Melo e Kondogbia, filtra molto di più. E se la difesa funziona, può bastare anche solo un gol degli attaccanti.
In questo avvio sta accadendo proprio questo: i nerazzurri si sono imposti per 1-0 contro Atalanta, Milan e Chievo.
Con il Carpi hanno vinto con un gol di scarto e non si è andati oltre il 2-1. A Mancini importa poco se dovrà aspettare per vedere il bel gioco.
Per la sua filosofia di tecnico è meglio vincere tante partite 1-0 che far divertire con goleade e poi subire contraccolpi.
E per ora anche i risultati gli danno ragione.

