L’Inter ha deciso: avanti con Conte Messi annuncia: addio Barcellona

26 Agosto 2020

Il tecnico resta dopo l’incontro con la società: «Confronto costruttivo, si riparte da strategia condivisa» L’argentino rompe con i blaugrana: «Vado via gratis». I nerazzurri e il City sognano il colpo del secolo

MILANO. Tra falchi e colombe, vincono Steven Zhang e la linea del buon senso invocata anche da Massimo Moratti. Antonio Conte resta l’allenatore dell’Inter in un quadro di chiarezza ritrovata, al termine di un incontro fiume, dopo una vigilia tesa, al culmine di discussioni e divisioni fra i tifosi, alla fine di una lunghissima giornata gravata da molte incognite. È un comunicato di poche righe a chiudere la vicenda e una stagione piena di asprezze e turbolenze: «L’incontro tra il club e Antonio Conte è stato costruttivo, nel segno della continuità e della condivisione della strategia. Con esso sono state stabilite le basi per proseguire insieme nel progetto». L’Inter sceglie Conte, dopo averlo ascoltato in un vertice di fine agosto al quale prendono parte Beppe Marotta, Alessandro Antonello, Piero Ausilio e naturalmente Steven Zhang. Una bella villa di Somma Lombardo è la sede scelta per il vertice di una pace che - si spera - possa resistere a lungo. Alla fine, non parla nessuno anche se filtra subito che non ci saranno avvicendamenti nella dirigenza. Una risposta ferma alle voci che si sono infittite e susseguite nei giorni scorsi e che si erano appuntate su presunti screzi tra Conte e Ausilio e Marotta. Si gira pagina con un compromesso onorevole. Conte dovrà evitare esternazioni che minano la stabilità dell’ambiente, non ci sarà l’obbligo a vincere ma una logica di crescita da perseguire, più spazio e peso alla parola del tecnico sul mercato. In sostanza, Zhang ha evitato fratture pericolose, cambi di incerta efficacia, puntando su uno dei migliori allenatori al mondo come Conte, a dispetto di un carattere duro, esigente, perfezionista, polemico. Il tecnico salentino vuole sentirsi protagonista e chiede un sostegno ampio alla società, ne vuole sentire la vicinanza e la fiducia. Un passo è stato fatto, poi bisognerà capire la tenuta del patto e aspettare la prova dei fatti. E i tifosi ora sognano l’arrivo di Leo Messi. Dopo giorni di tira e molla, di silenzi e attese, frutto dello choc in Champions, Messi scopre le carte col Barcellona, nella maniera più chiara e divisiva. Con un freddo fax, l’asso blaugrana annuncia al club che intende andarsene, ma la cosa più clamorosa è che vuol farlo gratis, avvalendosi della clausola che lo svincola a parametro zero a fine stagione. Si profila una dura battaglia di carte bollate, perché i legali del Barça sostengono che la clausola scadeva il 10 giugno e quindi la sua richiesta «non ha sostanza legale». La possibilità di perdere la sua stella terrorizza il Barcellona e i suoi tifosi, ma le avvisaglie erano chiare e per il club era impossibile smentire che dopo 20 anni con quella maglia, di cui 16 in prima squadra, più di qualcosa si sia rotto. A pesare sulla scelta, secondo la stampa argentina, è stato l’incontro con Koeman, che avrebbe usato toni duri e quasi ultimativi con la Pulce. Ora sognano in molti: da Suning che non ha nascosto l’innamoramento per il 33enne campione argentino proiettandone l’immagine sul Duomo per la sua tv in Cina, alle due squadre di Manchester. L'operazione ha i contorni dell'affare plurimilionario, tra clausola da pagare al Barca, ingaggio e commissioni: qualcuno ha calcolato la cifra finale in 700 milioni. La mossa di Messi potrebbe però annullarla, sempre che superi lo sbarramento legale che il club catalano si appresta ad alzare.
Angelo Caradonna