L’Inter in crisi si tuffa nella Champions

17 Settembre 2018

Con il Tottenham domani sera mancheranno Vrsaljko, D’Ambrosio e Lautaro

MILANO. Dal sogno scudetto alla media salvezza, l'Inter si risveglia in crisi. Il ko col Parma ha certificato il momento di enorme difficoltà dei nerazzurri, che non partivano così male dal 2011/12: quattro punti in altrettante gare, come con Gasperini e Ranieri. L'ambiente interista si interroga, perché i dubbi sono tanti a 48 ore dall'esordio in Champions League. La classifica è chiara: distacco importante da Juve (-8) e Napoli (-5), non proprio l'inizio di stagione atteso anche alla luce del mercato estivo. Sono tanti i problemi che attanagliano i nerazzurri, a partire da quello mentale. Tensione e nervosismo portano a giocare in modo confusionario e impreciso, come dimostrato anche dalle occasioni fallite, sintomo evidente di poca lucidità. A cui contribuisce anche Mauro Icardi, ancora a zero gol nelle prime quattro giornate come non gli accadeva dal 2012/13. Nervosismo aumentato anche dagli episodi del Var. Già contro il Sassuolo la partita è girata su un paio di situazioni dubbie su cui la “moviola” ha sorvolato: contro il Parma, però, il rigore non concesso per tocco con il braccio di Dimarco ha sottolineato il problema arbitrale. E lo ha fatto anche Spalletti, parlando di «rigore clamoroso» non fischiato. Una discrezionalità che non è piaciuta a nessuno.
Il problema tuttavia non è solo arbitrale. Lo stesso Spalletti ha fatto autocritica, sottolineando le proprie responsabilità: parole che non sono bastate ad evitare le accuse social da parte dei tifosi. L'Inter di oggi è timida e paurosa, tanto che le basta spesso un episodio negativo per uscire dalla partita. Fatica a segnare (già due gare senza reti) e continua a subire (porta inviolata solo col Bologna), segnale che la confusione, oltre che mentale, è pure tattica. Qui la mano di Spalletti è evidente, perché mancano le certezze su cui basare le vittorie. Il gioco latita e l'assenza di un regista continua a farsi sentire, perché non basta un volenteroso Brozovic: mancano le idee che Modric avrebbe potuto mettere in campo. L'errore è stato quello di non cercare un altro regista una volta chiusa la porta verso il croato del Real.
L'Inter esce così fortemente ridimensionata dalle prime quattro giornate, oltre che con l'infermeria piena: martedì non ci saranno Vrsaljko, D'Ambrosio e Lautaro. Spalletti e la squadra devono reagire per non perdere subito il treno Champions. E, a proposito di Europa, serve una sterzata subito, perché un'altra sconfitta con il Tottenham domani sera porterebbe i nerazzurri ancora più giù verso il baratro.