L’Inter mette il sigillo alla zona Champions

15 Aprile 2019

Piegato il Frosinone. Spalletti avverte: «Serve più cinismo»

FROSINONE. Ci sono state due partite in una. Nel primo tempo non è stata proprio una passeggiata, ma la squadra di Spalletti ha abbastanza dominato. Nella ripresa la gara è cambiata. Del resto i valori in campo erano diversi e si è visto. I gol di Nainggolan, di Perisic su rigore e un’occasionissima di Politano (Sportiello ha salvato di piede) sono scaturite dalle maggiori occasioni create dalla squadre di Spalletti. Il Frosinone si è limitato a un colpo di testa di Paganini alto. Si può dire che l’Inter abbia fatto la partita e ottenuto i frutti attesi. Ma nella ripresa il gol di Cassata ha cambiato la gara. L’Inter è diventata timida e i ciociari hanno preso campo. Hanno messo un po’ di paura ai nerazzurri, ma non hanno segnato. Anzi, il terzo gol lo ha fatto Vecino in contropiede. La vittoria nerazzurra ha avuto effetti importanti in testa e in coda alla classifica. Per l’Inter, il cui terzo posto è stato rafforzato, un passo decisivo. Gli inseguitori (Milan, Roma e probabilmente l’Atalanta) sono a debita distanza, mentre batte alle porte lo scontro diretto con i giallorossi. Per la salvezza, la squadra di Baroni troverà più difficile, per non dire impossibile, riaprire un discorso che sembra già chiuso: l’impresa di recuperare terreno sembra molto difficile. Ma Spalletti frena. «Terzo posto consolidato? Assolutamente no», afferma il tecnico nerazzurro, «anche quando non c’è pericolo o avvisaglia, invece, c’è il rischio di un crollo mentale e si può andare incontro a una serie di risultati che ti creano problemi. La partita, però, andava chiusa prima, ci sono capitate due-tre occasioni troppo facili per le nostre qualità. È mancato ciò che chiude la partita, il timbro sulla vittoria, però ci siamo vicino. Succede spesso all’Inter, quando credi di averla in mano, abbassi la concentrazione e la solidità. Anziché andarla a chiudere, diventi più timido e gli altri che non hanno niente da perdere ci provano. A Frosinone era una partita difficilissima, una sconfitta in più o meno non avrebbe cambiato nulla a loro, che hanno il solo obiettivo di fare bella figura in una partita importante. Il problema è mantenere la maturità per tutta la gara e non ci siamo riusciti. «Nainggolan? Ha fatto bene come corsa e forza fisica, ha fatto il Nainggolan che conosciamo, oltre a un gran gol che ha sbloccato la partita». Infine il tecnico dell’Inter ha spiegato perché Perisic abbia battuto il calcio di rigore al posto di Icardi: «È giusto così. I calciatori che li sanno battere sono 3-4, però ci sono momenti in cui il rigorista è uno o l’altro. Dipende da come hai il morale, se sei tranquillo. La completezza della collaborazione e dell’amicizia sta nel chiedersi se si è pronti o meno e lasciarlo al compagno». Marco Baroni analizza il momento del suo Frosinone: «Se ho creduto nella rimonta? Non è stato un momento effimero, la squadra nel secondo tempo ha avuto un piglio diverso. Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto la possibilità di pareggiare. Alla fine sono stati due episodi a portare i primi gol. Quando in casa abbiamo affrontato squadre importanti, ci è mancato il piglio per affrontarle a viso aperto e mettere in difficoltà rose con qualità maggiori come l’Inter. Dispiace perché avremmo voluto regalare al nostro pubblico qualche soddisfazione in più, specialmente in casa, ma il loro sostegno non è mai mancato. Ci hanno sempre chiesto di lottare e la squadra lo ha sempre fatto».