L’Inter stecca, ma l’Adriatico è in festa

Nerazzurri ko con il Villarreal davanti a 20mila spettatori. Non bastano le reti di Lukaku e D’Ambrosio, Inzaghi furioso
inter2
villarreal4
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar (62' D'Ambrosio), De Vrij, Bastoni (54' Darmian); Dumfries (62' Bellanova), Barella (68' Gagliardini), Asllani, Calhanoglu (54' Mkhitaryan), Gosens (54' Dimarco); Lukaku (68' Dzeko), Lautaro (68' Correa). A disp.: Cordaz, Onana, Zanotti, Fontanarosa, Casadei. All.: Inzaghi.
VILLARREAL (4-4-2): Rulli; Foyth, Albiol (71' Mandi), Pau Torres (71' Cuenca), A. Pedraza (62' Estupiñán); Coquelin (62' Morales), Capoue, Dani Parejo, Yeremy (62' Chukwueze); Álex Baena (79' M. Morlanes), N. Jackson. A disp.: Reina, G. Cassaro. All.: Emery.
Arbitro: Rapuano di Rimini
Reti: 29' Pedraza, 36' Lukaku, 43' Coquelin, 48' Pedraza, 65' D'Ambrosio, 81' Jackson.
Note: ammoniti Calhanoglu, Jackson e D'Ambrosio. Spettatori: 20mila
PESCARA
La grande serata dello stadio Adriatico resterà un po' indigesta ai tifosi dell’Inter. Il Villarreal sonnecchia tanto ma si impone 4-2 e Simone Inzaghi si arrabbia un bel po'. A Pescara è festa grande per l’Inter e già nel pomeriggio all’hotel Carlton i nerazzurri sono stati salutati dai tanti tifosi in festa e uno stadio Adriatico così pieno (oltre 20mila spettatori) non si vedeva da quando il Pescara era protagonista in serie A. Il primo applauso lungo arriva dopo 12’, Dumfries crossa bene sul secondo palo e trova Gosens che si coordina bene ma calcia in modo goffo e la palla sorvola la traversa. Solo applausi? No, anche qualche fischio ma di certo non per l’Inter. Gli spagnoli approfittano della poca pressione dei nerazzurri e addormentano spesso l’azione come se stessero vincendo 2-0 una partita che conta. Il pubblico non gradisce e si fa sentire. A dare un po' di entusiasmo, visti i ritmi bassi, dopo i primi 20’, ci pensano i tifosi con simpatici cori verso i rivali storici della Juventus e ci pensa Calhanoglu, prima con un lancio di 50 metri perfetto per Dumfries, poi con un brutto fallo ai danni di Baena che costringe Rapuano a sventolare il giallo. A proposito di arbitri: brava l’assistente Francesca Di Monte di Chieti, un esempio che vuole arrivare in alto. Se la partita ha deciso di non regalare tante emozioni, Pedraza spiega cosa vuol dire giocare a questi livelli e al 29’ inventa un sinistro al volo che trova l’angolino basso dove Handanovic non può arrivare. Lukaku? Non pervenuto per 35’ ma quando Goosens pennella il cross da sinistra, il numero 90 sale più in alto di tutti, firma il pareggio di testa e torna ad essere “Big Rom”. E Lukaku ha anche il merito di ispirare la “ola”di uno stadio Adriatico pieno come poche volte si è visto. Ma a spegnere l’entusiasmo ci pensa al 43° Coquelin che di piatto in corsa all’altezza del dischetto del rigore colpisce bene e fulmina Handanovic (1-2). Ennesima partita di questo precampionato con tanti gol subiti per l’Inter e all’intervallo Inzaghi vuole parlarci su. Ma c’è poco da discutere pechè Pedraza ha deciso che quella dell’Adriatico è la sua serata e dopo soli 2’ firma la doppietta personale o se volete il tris degli uomini in giallo. A Cesena sette giorni fa sotto di due reti nella ripresa Barella e compagni hanno trovato il pareggio, ma questa volta l’impresa non riesce e scatta un piccolo campanello d’allarme a 7 giorni dall’inizio del campionato. C’è spazio per Raoul Bellanova che due anni fa ha vestito la maglia biancazzurra e la sua corsa è esaltante anche a questi livelli. Eppure l’Inter ci crede e con Dimarco in campo arrivano tanti cross e tutti pericolosi. Al 21’ si fa trovare al posto giusto D’Ambrosio che riapre il match ma Jackson al 36’ lo chiude definitivamente firmando il 4-2 e trasformando il piccolo campanello d’allarme in alert da non sottovalutare. Pescara saluta l’Inter, tra sette giorni sarà campionato e la difesa nerazzurra dovrà cambiare registro.
Enrico Giancarli
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INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar (62' D'Ambrosio), De Vrij, Bastoni (54' Darmian); Dumfries (62' Bellanova), Barella (68' Gagliardini), Asllani, Calhanoglu (54' Mkhitaryan), Gosens (54' Dimarco); Lukaku (68' Dzeko), Lautaro (68' Correa). A disp.: Cordaz, Onana, Zanotti, Fontanarosa, Casadei. All.: Inzaghi.
VILLARREAL (4-4-2): Rulli; Foyth, Albiol (71' Mandi), Pau Torres (71' Cuenca), A. Pedraza (62' Estupiñán); Coquelin (62' Morales), Capoue, Dani Parejo, Yeremy (62' Chukwueze); Álex Baena (79' M. Morlanes), N. Jackson. A disp.: Reina, G. Cassaro. All.: Emery.
Arbitro: Rapuano di Rimini
Reti: 29' Pedraza, 36' Lukaku, 43' Coquelin, 48' Pedraza, 65' D'Ambrosio, 81' Jackson.
Note: ammoniti Calhanoglu, Jackson e D'Ambrosio. Spettatori: 20mila
PESCARA
La grande serata dello stadio Adriatico resterà un po' indigesta ai tifosi dell’Inter. Il Villarreal sonnecchia tanto ma si impone 4-2 e Simone Inzaghi si arrabbia un bel po'. A Pescara è festa grande per l’Inter e già nel pomeriggio all’hotel Carlton i nerazzurri sono stati salutati dai tanti tifosi in festa e uno stadio Adriatico così pieno (oltre 20mila spettatori) non si vedeva da quando il Pescara era protagonista in serie A. Il primo applauso lungo arriva dopo 12’, Dumfries crossa bene sul secondo palo e trova Gosens che si coordina bene ma calcia in modo goffo e la palla sorvola la traversa. Solo applausi? No, anche qualche fischio ma di certo non per l’Inter. Gli spagnoli approfittano della poca pressione dei nerazzurri e addormentano spesso l’azione come se stessero vincendo 2-0 una partita che conta. Il pubblico non gradisce e si fa sentire. A dare un po' di entusiasmo, visti i ritmi bassi, dopo i primi 20’, ci pensano i tifosi con simpatici cori verso i rivali storici della Juventus e ci pensa Calhanoglu, prima con un lancio di 50 metri perfetto per Dumfries, poi con un brutto fallo ai danni di Baena che costringe Rapuano a sventolare il giallo. A proposito di arbitri: brava l’assistente Francesca Di Monte di Chieti, un esempio che vuole arrivare in alto. Se la partita ha deciso di non regalare tante emozioni, Pedraza spiega cosa vuol dire giocare a questi livelli e al 29’ inventa un sinistro al volo che trova l’angolino basso dove Handanovic non può arrivare. Lukaku? Non pervenuto per 35’ ma quando Goosens pennella il cross da sinistra, il numero 90 sale più in alto di tutti, firma il pareggio di testa e torna ad essere “Big Rom”. E Lukaku ha anche il merito di ispirare la “ola”di uno stadio Adriatico pieno come poche volte si è visto. Ma a spegnere l’entusiasmo ci pensa al 43° Coquelin che di piatto in corsa all’altezza del dischetto del rigore colpisce bene e fulmina Handanovic (1-2). Ennesima partita di questo precampionato con tanti gol subiti per l’Inter e all’intervallo Inzaghi vuole parlarci su. Ma c’è poco da discutere pechè Pedraza ha deciso che quella dell’Adriatico è la sua serata e dopo soli 2’ firma la doppietta personale o se volete il tris degli uomini in giallo. A Cesena sette giorni fa sotto di due reti nella ripresa Barella e compagni hanno trovato il pareggio, ma questa volta l’impresa non riesce e scatta un piccolo campanello d’allarme a 7 giorni dall’inizio del campionato. C’è spazio per Raoul Bellanova che due anni fa ha vestito la maglia biancazzurra e la sua corsa è esaltante anche a questi livelli. Eppure l’Inter ci crede e con Dimarco in campo arrivano tanti cross e tutti pericolosi. Al 21’ si fa trovare al posto giusto D’Ambrosio che riapre il match ma Jackson al 36’ lo chiude definitivamente firmando il 4-2 e trasformando il piccolo campanello d’allarme in alert da non sottovalutare. Pescara saluta l’Inter, tra sette giorni sarà campionato e la difesa nerazzurra dovrà cambiare registro.
Enrico Giancarli

