L’INTERVISTA nMATTIA DE SCIGLIO

INVIATO A MONTPELLIER. «Non sono imbattibili, hanno anche loro dei punti deboli. E ci stiamo lavorando insieme a Conte». Evidente che Mattia De Sciglio non ha autorità e carisma per cambiarti d’improv...
INVIATO A MONTPELLIER. «Non sono imbattibili, hanno anche loro dei punti deboli. E ci stiamo lavorando insieme a Conte». Evidente che Mattia De Sciglio non ha autorità e carisma per cambiarti d’improvviso la prospettiva di Italia-Germania. Però almeno ti apre un varco nella nebbia, ti regala un raggio di sole in mezzo ai tanti problemi di questa vigilia.
De Sciglio, a lei non possiamo chiedere i ricordi di Italia-Germania...
«Quelli davanti alla tv vanno bene lo stesso?».
Ok, affare fatto.
«Il Mondiale del 2006 l’ho guardato a casa di amici, avevo 14 anni. Ricordo una partita intensa, molto tirata. Ma soprattutto ricordo che abbiamo distrutto il salotto di questo amico al gol di Grosso».
E nel 2012 cosa ha distrutto?
«Per fortuna niente perché ero a Ibiza in vacanza. Quella è stata la nazionale tedesca che ha visto sbocciare i campioni di oggi, una generazione eccezionale».
Loro si sentono imbattibili.
«Sono forti, ma non imbattibili».
Conte vi sta facendo un bel lavaggio del cervello, eh...
«Ha ragione lui quando dice che la forza del nostro gruppo può mettere in difficoltà chiunque, anche la Germania».
Ci confida almeno un segreto tattico che state studiando?
«Ah no, Conte non vuole che parliamo di queste cose fuori dallo spogliatoio».
Via, qualcosina...
«Diciamo che loro attaccano con molti giocatori, quindi dobbiamo tenere altissima la concentrazione quando fraseggiano al limite dell'area».
Mai visti così tanti video di avversari in vita vostra...
«È vero, stiamo facendo tantissime sedute di video, soprattutto per capire come pressarli in base alle situazioni. Anche in fase di possesso nostro».
Si riparte come al solito da Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. È d’accordo?
«Sì. Hanno grande esperienza e personalità, ci danno indicazioni per muoverci al meglio. D’altronde non è un caso se in Italia vincono sempre loro da cinque anni».
Peccato per Daniele De Rossi.
«Sta cercando di recuperare, anche se sappiamo che non è facile. Qui siamo ventitré giocatori che valgono, non ci sono ruote di scorta, altrimenti Conte non ci avrebbe chiamato. Sicuramente abbiamo delle assenze importanti a centrocampo ma abbiamo altrettanti giocatori bravi in grado di rimpiazzare i compagni».
Eppure De Sciglio sembrava sola una riserva. Poi cosa è successo?
«Il cambiamento è iniziato con la maglia del Milan. Ma sto vivendo con grande equilibrio e non mi faccio più trasportare da chi oggi dice che sei un campione e domani dice che sei scarso».
Gran bella partita la sua contro la Spagna.
«Grazie. Penso di avere giocato bene, ma non solo io, tutta la squadra».
La cicatrice che le è rimasta sul volto da aprile, dopo lo scontro con Wszolek, l’ha resa più guerriero?
«Io ho sempre saputo di avere questa forza. Anziché farmi un tatuaggio avrò una cicatrice come ricordo di questo periodo, prima negativo ma che poi sono riuscito a superare».
Antonio Conte è davvero il trascinatore di questo gruppo?
«La voglia che ha di guidare la squadra dalla panchina è pazzesca, se potesse entrerebbe in campo pure lui. Questa sua grinta ti trascina».
Ma dal campo si sentono le sue urla?
«Eccome se le sentiamo. Tu vieni a giocare sulla fascia vicino alla panchina, poi mi saprai dire...».
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