L’IronMan parla svizzero, vincono Wild e Spirig

13 Giugno 2016

Il maltempo protagonista: sospesa la prova di nuoto dei non professionisti, annullata quella del 5i50

PESCARA. Tre ore, cinquantanove minuti e tre secondi. Questo il tempo (l'unico sotto il muro delle quattro ore) dello svizzero Ruedi Wild, che per la prima volta conquista l'IronMan 70.3 Italy disputato ieri per la sesta volta consecutiva a Pescara con le tre classiche prove di triathlon: nuoto (un chilometro e 900 metri), ciclismo (90 chilometri) e corsa (21 chilometri). Wild, tra i favoriti della vigilia, è stato in grado di precedere (come già accaduto a St. Polten) il campione in carica Paul Reitmayr, austriaco, che ha chiuso in quattro ore, un minuto e otto secondi. Sul gradino più basso del podio un altro austriaco, la giovane promessa del triathlon Thomas Steger (classe 1992). Tra gli italiani, il primo a tagliare il traguardo è stato Ivan Risti dopo quattro ore, quattordici minuti e trentadue secondi. Subito dietro, all'ottavo e nono posto, altri due italiani: Marco Dalla Venezia e Mauro Pera. In evidenza anche Emanuele Ciotti, primo arrivato del team pescarese The Hurricane. Buona prestazione anche per il suo compagno di squadra, il pescarese Simone Mantolini, dodicesimo. Al quarto e al quinto posto il brasiliano Igor Amorelli e l'altro svizzero Philipp Koutny, non dati tra i favoriti della vigilia ma in grado di impensierire i primi tre. Hanno invece concluso solo la frazione di nuoto due dei protagonisti della vigilia: l'inglese Ritchie Nicholls e il tedesco Johannes Moldan. Non ha preso parte invece alla gara uno dei beniamini di casa, Jonathan Ciavattella.

In campo femminile rispettati alla grande i pronostici della vigilia con la vittoria che anche in questo caso è stata rossocrociata grazie all'affermazione di Nicola Spirig (quattro ore, 17 minuti e cinquantacinque secondi per l'oro olimipico di Londra 2012) che dopo essere uscita dalla prova in mare con un ritardo di un minuto e trenta secondi rispetto alla tedesca Carina Brechters ha fornito una prestazione eccezionale sia in sella alla bicicletta che nella corsa (ha impiegato solo un minuto e mezzo in più di Ruedi Wild per completarla) tagliando il traguardo con ben ventitré minuti di anticipo rispetto alla seconda classificata, l'austriaca Steurer, e quasi trenta minuti prima della Brechters. Subito fuori dal podio la francese Camille Donat, seguita dall'unica italiana, Marta Bernardi, l'altra svizzera Natascha Badmann e l'austriaca Lisa-Maria Dornauer che chiude settima come ultima delle professioniste.

A differenza dei professionisti che hanno coperto tutte e tre le frazioni, per i cosiddetti age group (circa 1.500 atleti non professionisti) sono state solo due le prove, quelle in bici e di corsa, a causa delle condizioni meteo marine avverse che hanno portato la Capitaneria di porto a bloccare la prova dopo l'uscita in mare di un centinaio di atleti per l'assenza delle condizioni minime di sicurezza. Non sono mancate proteste tra coloro che hanno nuotato in mezzo alle onde alte e che hanno dovuto produrre uno sforzo aggiuntivo rispetto agli altri.

Nella tappa pescarese di ieri c'è stato anche l'esordio del 5i50, la distanza olimpica dell'IronMan che ha visto al via oltre trecento atleti. Anche in questo caso la frazione di nuoto è stata annullata. A vincere è stato l'italiano Alessandro Degasperi (già trionfatore venerdì nella Night Run). Podio tutto italiano completato da Stefano Intagliata e Filippo Rossi (entrambi del Ppr Team).

Soddisfatto della vittoria l'elvetico Wild: «Mi sento alla grande, è stata una bella corsa anche tecnica, difficile e probante. Sono molto contento, mi piace questo posto e a Pescara mi sono trovato bene. La Spirig mi ha raggiunto e superato e ho dovuto tenere il suo ritmo per poter vincere la gara». Contenta anche la connazionale Spirig: «È un grande risultato per me oggi, sono soddisfatta anche in vista delle Olimpiadi, ma a Rio de Janeiro sarà un'altra storia». Degasperi ritiene di aver fatto un buon allenamento in vista dell'IronMan completo tra due settimane a Klagenfurt: «Ho avuto buone sensazioni nonostante il grande lavoro delle ultime settimane. Mi dispiace non aver potuto nuotare perché sarebbe stato un buon allenamento».

Loris Zamparelli

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