L’Italia in Irlanda si gioca i Mondiali

Azzurri a Belfast con un solo obiettivo: vincere in goleada. Mancini: «Non finirà come nel ’58»
BELFAST (IRLANDA DEL NORD). Novanta minuti per allontanare i fantasmi dei play off. A Belfast, contro l’Irlanda del Nord, l'Italia deve scavalcare ostacoli e paure. Roberto Mancini oggi si gioca la possibilità dell'accesso diretto al Mondiale in Qatar del 2022: «Non dobbiamo ripetere l'errore commesso con la Svizzera: di farci prendere dall'ansia. Non è una partita da cattivi pensieri: pensiamo a giocare palla a terra e veloci, e così evitiamo di dover ricorrere all'esame di riparazione, i play off di marzo». Contro l'Irlanda del Nord che in casa, al Windsor Park, non ha mai perso in queste qualificazioni, va in campo una nazionale con difficoltà a segnare e l'obbligo di vincere con tanti gol di scarto. Pesano più questi aspetti del precedente di 63 anni fa (1958), quando una sconfitta nello stesso stadio costò la prima, dolorosa mancata qualificazione al Mondiale. «Non sono andato a rivedere le cronache, ma conosco la storia: evitiamo di andare così indietro nel tempo», è lo scongiuro di Mancini, il cui principale sforzo in questo momento «difficile, il primo da tre anni», è tenere lontano il suo incantesimo da qualsiasi pensiero che non sia il mantra del gioco. In contemporanea con la partita di Belfast, , a Lucerna la Svizzera, che è a pari merito con gli azzurri, proverà a battere la Bulgaria con tanti gol per cancellare l'ultimo piccolo vantaggio che resta all'Italia, il +2 in differenza reti.
«Avrei preferito che l'Italia avesse vinto con la Svizzera, perché verranno qui per prendersi il bottino pieno e sarà una partita difficile per noi». Al Windsor Park di Belfast oggi arriva l'Italia campione d'Europa, e il ct dell'Irlanda del Nord, Ian Baraclough non si nasconde: «Abbiamo già vissuto partite così in passato, come quelle con Germania e Olanda. E non avremo paura». Per la sfida con l'Italia, i media locali sono convinti che Baraclough punterà ancora su i soliti titolari, schierati con il 3-5-2.
L’Italia si qualifica se. Italia e Svizzera sono a pari punti. La differenza reti generale è di +11 a +9 in favore dell’Italia. Se la Svizzera non batte la Bulgaria, a Mancini basterà il pari con l’Irlanda del Nord. Se entrambe vincono l’ultima partita, è decisivo lo scarto nel punteggio e quindi bisogna considerare prima la differenza reti (che al momento vede l'Italia davanti a +2) e poi i gol segnati. Esempio: se l’Italia batte 1-0 l’Irlanda del Nord e la Svizzera supera 4-0 la Bulgaria, a qualificarsi saranno gli elvetici e l’Italia andrebbe ai play off. Se anche la differenza reti è in parità, contano prima i gol segnati nel girone (al momento 13 l’Italia e 11 la Svizzera) e i gol in trasferta negli scontri diretti che sono favorevoli agli elvetici (0-0 nell’andata a Basilea,1-1 a Roma).
Le scelte. Le otto assenze accumulate da inizio ritiro costringono il ct azzurro a qualche modifica: Belotti affronta ancora le scorie dell'infortunio, Tonali si candida a un posto da titolare come Berardi. Vista l'emergenza terzini (aggregato Zappacosta dopo il ritorno a casa di Biraghi e Calabria), la linea difensiva è confermata. A centrocampo, Mancini assicura di aver visto un Barella recuperato dall'affaticamento col quale era arrivato in ritiro. «Sta bene: anche meglio che con la Svizzera». Quanto a Tonali, «sta facendo cose importanti e sì, penso potrebbe partire dall'inizio. In attacco, invece, decideremo all’ultimo», le parole prima della rifinitura. Ma chi batterà il rigore dopo l'errore di Jorginho? «No, il primo rigorista non sono diventato io», ha spiegato Bonucci, «abbiamo deciso di lasciare tutto immutato, poi in caso si vedrà».
Angelo Caradonna

