L’Italia scopre i gol dei giovani

Immobile e Zaza con Conte, Belotti e Berardi con l’under 21 di Di Biagio: ecco gli attaccanti del futuro
PESCARA. Due vittorie per ripartire: quella dell'Italia, giovedì a Bari contro l'Olanda, e quella dell'under 21, venerdì a Pescara, contro la Serbia. Il nuovo corso azzurro di Carlo Tavecchio, nato in mezzo alle polemiche per gaffe e altro ancora, è partito come meglio non poteva. Porta bene il nuovo presidente federale. Un pieno di fiducia tra l'Italia di Conte e quella di Di Biagio. Che hanno messo in mostra quattro attaccanti giovani e di talento. A Bari Ciro Immobile – dopo un Mondiale da vice Balotelli – ha impiegato tre minuti per segnare il primo gol in Nazionale; Simone Zaza è stato l'altro protagonista della prima di Conte ct: rigore procurato, un'occasione fallita e un'intesa invidiabile con il centravanti del Borussia Dortmund. Ancora meglio hanno fatto Andrea Belotti e Domenico Berardi in una partita decisiva per accedere ai play off per gli Europei under 21. Belotti ha realizzato due gol: uno d'opportunismo e l'altro su rigore, riacciuffando una Serbia partita a razzo grazie anche a una Nazionale messa male in campo all'inizio da Di Biagio. Berardi, infine, ha firmato la rete del 3-2, quella decisiva. Che permetterà all'Under 21, martedì a Castel di Sangro (ore 17), di poter festeggiare la qualificazione, battendo Cipro. Attaccanti di talento, una garanzia per il futuro: basta farli giocare per far emergere le loro qualità. Tra questi Immobile è emigrato in Germania dopo aver vinto il titolo di capocannoniere nella passata stagione; Zaza e Berardi sono titolari nel Sassuolo che è la squadra più italiana della serie A. E che ha deciso di limitare la presenza degli stranieri in organico per dare fiducia ai talenti di casa nostra. Nella prima di campionato proprio una combinazione con Berardi ha permesso a Zaza di segnare un gol bellissimo al Cagliari. La stoffa c'è e crescendo in provincia (senza pressioni) emerge. E poi c'è Belotti: all'esordio in campionato è partito dalla panchina, salvo subentrare al posto di Dybala. Nella passata stagione 24 presenze e 10 gol con la maglia del Palermo; non gioca con continuità, ma quando lo fa lascia il segno. A Lanciano e Pescara, con la casacca rosanero, nella passata stagione ha fatto la differenza. Però, in Sicilia spesso gli preferiscono Dybala. Tre dei quattro attaccanti in vetrina hanno in comune il passato e, forse, il futuro nella Juve: Immobile è cresciuto nel vivaio bianconero e proprio grazie alla sua cessione, in estate, la Vecchia Signora ha potuto mettere in bilancio una ricca plusvalenza. Zaza e Berardi, invece, sono a Sassuolo, ma controllati dalla Juventus che pagando può portarli a Torino: Zaza costerebbe 18 milioni di euro, mentre Berardi è in comproprietà. «Abbiamo dimostrato contro la Serbia», ha detto Belotti, venerdì notte, che il Palermo ha preso dall'Albinoleffe in cui è cresciuto, «che i giovani calciatori italiani ci sono ed hanno solo voglia di mettersi in mostra. Basta dare solo un po' più di fiducia».
Semplice, no? E, invece, la serie A è piena di stranieri, molti dei quali nemmeno superiori agli italiani.
@roccocoletti1
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