L’Italia si ferma sul più bello, l’oro è serbo

Nella finale iridata in Giappone le ragazze di Mazzanti partono bene, ma subiscono la rimonta e si arrendono al tie-break
YOKOHAMA (GIAPPONE). È stato il volto di un’Italia migliore e tale rimane, anche se il sogno si è interrotto sul più bello. La nazionale femminile di pallavolo è d’argento, la Serbia si è confermata l’unica rivale capace di sconfiggere le azzurre, stavolta al tie-break, e ha quindi aggiunto il titolo mondiale a quello europeo. È un 3-2 che un po’ fa male, ma è anche un risultato comunque fantastico, arrivato al termine di tre settimane indimenticabili per il volley italiano. Le ragazze del ct Davide Mazzanti, a partire dalla fase di Sapporo, con in mezzo Osaka e Nagoya, fino a Yokohama, hanno entusiasmato per il bel gioco e la determinazione messa in campo: il percorso di marcia nel Mondiale giapponese registra 11 vittorie e 2 sole sconfitte.
Nell’ultimo atto Chirichella e compagne non ce l’hanno fatta a prendersi la rivincita sulla Serbia, unica squadra a sconfiggerle nel torneo: prima a Nagoya e ieri a Yokohama. Così a distanza di sedici anni dall’oro iridato di Berlino, l’Italdonne torna a conquistare una medaglia mondiale e lo fa con una squadra giovanissima: l’età media delle 14 azzurre è inferiore a 23 anni, e per dieci di loro era il primo Mondiale.
È anche un argento che porta la firma del Club Italia, poiché nove di queste ragazze hanno fatto o fanno parte del progetto federale: Fahr, Nwakalor, Pietrini, Lubian, Chirichella, Egonu, Danesi, Malinov e Ortolani. L’architetto di questa Italia è il tecnico Davide Mazzanti, che dopo una lunga fase di preparazione ha assemblato una squadra con un’identità precisa, ben organizzata in campo, ma allo stesso tempo libera di esprimere le proprie doti. È un mix ottimamente riuscito, che ha messo in risalto le qualità di tutte le azzurre: Paola Egonu è stata inarrestabile per tutto il torneo; Malinov ha guidato la squadra con velocità e ispirazione; Sylla ha scaricato tutta la sua grinta in attacco; Bosetti si è confermata elemento imprescindibile per ordine ed equilibrio; Danesi è stata implacabile a muro; De Gennaro non ha avuto eguali in ricezione e difesa. A capitanare il gruppo è stata Cristina Chirichella, sempre più leader del gruppo.
Contro la Serbia, Mazzanti ha mandato inizialmente in campo Malinov in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Sylla e Bosetti, centrali Danesi e Chirichella, libero De Gennaro. Ottimo l’inizio dell’Italia, che chiude il primo set 25-21. Nel secondo le azzurre tentano di mettere sotto pressione le serbe con la battuta, si portano sul 4-2, ma la squadra di Terzic controreplica e le nostre calano in ricezione e vanno sotto 7-10. Le difficoltà a contenere il servizio avversario mandano fuori giri le ragazze di Mazzanti, costrette a scivolare sempre più indietro (11-16). Pietrini ha prede il posto di Sylla, ma la Serbia, spinta dall’ottima Boskovic, chiude i conti sul 14-25.
Molto equilibrato il terzo set, che si decide tra un muro di Sylla che allunga sul 24-22, ed Egonu che mette giù il pallone del 25-23. Nella quarta frazione le azzurre commettono errori e perdono contatto (2-8), accorciano (8-9) ma, nel momento della rimonta, accusano un altro passaggio a vuoto: le serbe vanno così avanti e concludono sul 25-19. Nel tie-break l’Italia tira fuori il solito cuore e balza al comando (7-5), ma la Serbia pareggiato i conti sul 7-7 e sorpasso (8-10), senza più cedere fino all’ultimo e decisivo punto.

