L’Italia va, Mancini cambia

Sensi per Verratti squalificato e altre modifiche per rafforzare il primato
TAMPERE (FINLANDIA). Da anni il nostro calcio non viveva giornate così positive, visti i risultati. Non possiamo certo far riferimento alle gestioni di Bearzot e Lippi, o addirittura ai tempi di Valcareggi e Pozzo, che vinsero Mondiali, Europei ecc. Ma dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, sembra un incubo lontano: la nostra Nazionale ora si prepara a raccogliere i primi frutti del lavoro di Roberto Mancini, anche se non ha affrontato certo le grandi potenze del calcio. Resta il fatto che, risultati alla mano, il ct (l’unico a centrare cinque vittorie su cinque nelle qualificazioni europee) ha ottenuto una serie di successi che induce a ben sperare. Certo, la prestazione di Yerevan non è stata fra le migliori, ma se guardiamo le classifiche dei gironi di qualificazione agli Europei, pochi hanno fatto meglio degli azzurri: la Spagna, per esempio, è a punteggio pieno, ma ha segnato 13 reti e ne ha subite tre, mentre l’Italia ha fatto 16 gol e ne ha presi due, nonostante i grandi sprechi in fase conclusiva. Ci sono altre squadre (Irlanda del Nord, Belgio per ora) che si stanno facendo sentire, ma i nostri nel girone godono di ottima salute. Certo, la qualificazione (al primo posto) del girone difficilmente sfuggirà alla nostra Nazionale. I dati statistici incoraggiano l’ottimismo sul futuro, alla vigilia di una sfida con la Finlandia che qualche insidia la nasconde. I finnici (che hanno battuto la Grecia con un rigore del goleador Pukki) mirano a qualificarsi e hanno mal digerito la sconfitta di Udine (2-0: gol di Barella e Kean). Ora cercheranno di renderci pan per focaccia a Tampere. La squadra di Kanerva adesso cerca il risultato di prestigio contro gli azzurri. Mancini in campo a Yerevan era parso un po’ arrabbiato per gli errori dei suoi sul gol di Karapetyan, non solo per quello di Barella, che si è fatto strappare la palla, ma per l’incapacità dei difensori di fermare la lunga fuga di Berseghyan. Poi alla luce della vittoria finale ha corretto il tiro, attenuando le critiche ai suoi. Ha sottolineato i soliti sbagli in fase conclusiva (Belotti, nonostante la doppietta, è stato ripreso dal c.t.) che hanno messo in dubbio la vittoria contro un avversario in dieci. Certo, il tecnico azzurro qualcosa cambierà domani sera (ore 20,45 diretta tv su Rai 1) a Tampere, sia perchè Verratti sarà squalificato (il c.t. ha già annunciato che giocherà Sensi), sia perché vorrà vedere all’opera qualche altro elemento (Lorenzo Pellegrini, Izzo ecc,).
Forse ne faranno le spese Barella, Chiesa e Florenzi. Forse. Sentiremo dopo gli ultimi allenamenti in Finlandia, dove gli azzurri sono attesi da un clima tardo autunnale con pioggia. Resta comunque da considerare il momento felice, in fatto di risultati, che non si può negare, nonostante gli episodi fortunati e le circostanze favorevoli capitate a Yerevan. Nonostante qualche problema affiorato qua e là in Armenia a causa dell’ancora non perfetta condizione di alcuni giocatori, Mancini ha già dato una mentalità vincente ai suoi. Si vedrà però contro qualche squadra di maggior spessore, in amichevole nella prossima primavera, se gli azzurri hanno fatto davvero quel salto di qualità che può riportarli davvero nell’èlite del calcio mondiale. L’aver ritrovato la vena di goleador di Andrea Belotti è stato importante, come la conferma di una certa forza del centrocampo, col duo Verratti-Jorginho. Certo, ogni tanto si registrano dei cali di attenzione che vanno evitati, ma Mancini ci sta lavorando e il materiale umano per far bene non gli manca. Essere usciti dalla crisi è già qualcosa. Ora la strada è un po’ in discesa, salvo intoppi.
Verso Euro 2020. Questi i risultati delle gare di qualificazione disputate ieri: Cipro-Kazakistan 1-1, Estonia-Bielorussia 1-2, Austria-Lettonia 6-0, Galles-Azerbaigian 2-1, Germania-Olanda 2-4 (Gnabry, Kroos, De Jong, autogol di Tah, Malen e Wijnaldum), San Marino-Belgio 0-4, Scozia-Russia 1-2, Slovacchia-Croazia 0-4 e Slovenia-Polonia 2-0.
Franco Zuccalà

