L’Italia è già a un bivio: c’è l’incubo spareggio

L’Imperativo è battere domani l’Ucraina, forse spazio a Raspadori
ROMA. Lo spauracchio degli spareggi. È questo il primo effetto del debutto amaro di Luciano Spalletti alla guida della nazionale. L'1-1 in casa della Macedonia del Nord carica di significati ultimativi la partita di domani sera a Milano, contro l'Ucraina, per la quale sono stati venduti al momento 41 mila biglietti. Sono invece stati più di sei milioni, in media, gli spettatori per la prima del nuovo ct ieri, sulla Rai, con uno share di tutto rilievo del 40 per cento. «Ci guardava tutto il mondo», aveva riconosciuto Spalletti dopo il pari di Skopje. E ancora di più sarà per la partita del Meazza. La nazionale ci arriva con l'obbligo di vittoria, per non mancare la corsa al secondo posto ora occupato dagli ucraini con l'Inghilterra là in testa e di fatto irraggiungibile. Conti alla mano, l'Italia è già sicura di aver in ogni caso diritto ai play off, grazie alla Nations League, ma pensa a quell'ipotesi in realtà con grande ansia, visti i precedenti (Svezia 2017 e Macedonia del Nord 2022). E dunque sa di non aver più margini di errore, nelle cinque partite che le mancano. Domani ì l'Ucraina in casa, il 14 ottobre Malta in casa, il 17 l'Inghilterra a Wembley, il 17 novembre la Macedonia in casa, il 20 la chiusura sul neutro contro l'Ucraina. Di qui a quel giorno, Spalletti avrà di sicuro più tempo per costruire una nazionale a sua immagine. «Troppo presto per giudicarlo», ha dribblato un tifoso d'eccezione, Fiorello. «Ho visto cose buone, specie nel primo tempo, e qualcosa delle idee di Spalletti», l'idea di un ex, campione del mondo e commentatore tecnico, come Bergomi. Troppo ingenerosi insomma i giudizi dopo soli cinque giorni di lavoro. Con un po’ di velocità in più nel giro palla e verticalizzazioni, qualcosa delle sue idee si è visto anche sabato. Ma il 'braccino’ mostrato dopo il vantaggio di Immobile, l'incapacità di rispondere alla forza fisica degli avversari sulle seconde palle, quella non è certo spallettiana. «Ripartiamo da quel che si è fatto e non si è fatto contro la Macedonia», è stata l'unica indicazione possibile del ct, pragmatico quando serve e innovativo quando si può. Di sicuro non ci sarà la difficoltà del terreno di Skopje, per il quale con onestà Elmas ha chiesto scusa «all'Europa, non solo all'Italia»: sul prato del Meazza, le intenzioni dell'Italia spallettiana dovrebbero scorrere meglio. Alle idee possibili per domani, Spalletti ha cominciato a lavorare da ieri a Milanello. Dopo le rinunce a Chiesa e Pellegrini, Spalletti ha scelto di non rischiare neanche con Mancini e Politano, i due titolari usciti per dolori muscolari. Convocato Orsolini del Bologna. Scalvini e Zaniolo le alternative messe in campo sabato, ma per risolvere i problemi di attacco c'è la carta Raspadori. A centrocampo, Tonali sottotono può avere un'alternativa in Frattesi, che però preferisce giocare a destra, dove c'è Barella. Difficile invece pensare che possa esser messo in discussione Donnarumma: il portiere ancora una volta è finito nel mirino dei tifosi, via social, per il gol preso su punizione, e Milano non è stata tenera con l'ex Milan in passato. Anche per lui Italia-Ucraina sarà serata da spiriti saldi.
Angelo Caradonna

