L’Uefa vuole escludere Juve, Real e Barça

8 Maggio 2021

Accordo (con sanzioni) per nove dei dodici club, azioni disciplinari per gli altri tre: forse due anni fuori dalla Champions

LOSANNA. La Uefa ha annunciato lievi sanzioni economiche contro nove dei 12 club che avevano dato vita al progetto della Superlega. Una sorta di buffetto, in cambio del loro ravvedimento. Ma ha minacciato Barcellona, Real Madrid e Juventus - più restie ad abbandonare i propositi separatisti - di prendere misure disciplinari. Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Tottenham, Milan, Inter e Atletico Madrid «hanno accettato» di pagare complessivamente 15 milioni di euro e rinunciare al 5% dei loro introiti europei per una stagione. Queste nove squadre, rapidamente dissociatesi dalla competizione privata lanciata la notte tra il 18 e il 19 aprile e naufragata nel giro di 48 ore, «hanno riconosciuto e accettato che il progetto della Superlega era un errore», ha spiegato la Uefa in una nota. Con un documento firmato con l'ente europeo, i pentiti hanno riconosciuto «senza riserve» di essere vincolati dagli statuti della Uefa e «si sono impegnati a partecipare a qualsiasi» competizione europea per la quale si dovessero qualificare «per meriti sportivi». In segno del loro ritorno in seno alla famiglia europea, «entreranno a far parte dell'Associazione dei club europei» (ECA), che avevano lasciato, e dovranno «prendere tutte le misure» per rompere il loro impegno con la struttura responsabile dell'organizzazione della Superlega. La Uefa ha anche colto l'occasione per fissare il prezzo in caso di recidiva: «100 milioni di euro» di multa se partecipano a un torneo non autorizzato, e «50 milioni» per qualsiasi altra violazione dei loro impegni. «Questi club hanno riconosciuto i loro errori e hanno preso provvedimenti per dimostrare la contrizione e il futuro impegno per il calcio europeo», ha detto il presidente Uefa, Aleksander Ceferin, nel comunicato. Ma «non si può dire lo stesso dei club che restano impegnati nella Superlega», ovvero Juventus, Barcelona e Real Madrid, «e la Uefa si occuperà più tardi di questi club». L'ente «si riserva il diritto di prendere tutte le misure che ritenga opportune nei confronti dei club che finora si sono rifiutati di rinunciare» al loro progetto privato, prosegue la Uefa. «La questione sarà rapidamente sottoposta agli organi disciplinari competenti della Uefa», aggiunge il comunicato, senza specificare una scadenza. Secondo il canale sportivo americano ESPN i tre club rischiano fino a due anni di esclusione dalle competizioni europee. Una punizione che potrebbe avviare pesanti controversie legali con le emittenti a cui l'Uefa ha già venduto i diritti per la Champions League.
Ma c’è un altro fronte aperto, quello interno all’ormai ex Superlega. E secondo il New York Times Juventus, Real Madrid e Barcellona, che non hanno firmato la lettera di rinuncia al progetto inviata dall’Uefa, sarebbero pronti a passare al contrattacco. I tre club starebbero infatti minacciando di intraprendere un’azione legale contro le squadre che si sono tirate indietro. Fanno riferimento al già noto documento istitutivo della Superlega, che tra le altre cose prevedeva una penale di circa 150 milioni di euro. Ma c’era il dubbio che restando solo 3 club, il quadro legale sia cambiato e la sanzione non valga più.
Real Madrid, Juve e Barcellona sono pronte a tutto per dimostrare che le attuali regole del calcio non sono compatibili con le leggi sulla concorrenza e sul libero scambio. In una lettera, inviata giovedì, i club hanno accusato le squadre che hanno abbandonato la Superlega di aver commesso una “violazione materiale” dell’accordo tra i fondatori.
Angelo Caradonna