L’ULTIMA FARSA DI UNA STAGIONE DA DIMENTICARE

15 Febbraio 2017

Davvero al peggio non c’è mai fine. Chi pensava di aver visto il massimo domenica con il Pescara bucato dopo 65 secondi e sotto di tre reti dopo un quarto d’ora è rimasto deluso. Perché lo spettacolo...

Davvero al peggio non c’è mai fine. Chi pensava di aver visto il massimo domenica con il Pescara bucato dopo 65 secondi e sotto di tre reti dopo un quarto d’ora è rimasto deluso. Perché lo spettacolo è andato avanti con una sceneggiata ancor più esilarante, quella messa in scena dai vari Sebastiani, Leone e Oddo nelle ultime ore. C’è modo e modo di retrocedere, ma i protagonisti di questa farsa hanno scelto il modo peggiore, litigando. Hanno fatto tutto loro questa volta, non c’è stato lo spazio per interpretazioni di parte. Hanno riempito la scena con dichiarazioni, comunicati e silenzi, dietro i quali si è consumato il divorzio (proprio nel giorno di San Valentino!) tra il Pescara e Massimo Oddo. Sembravano due amanti perfetti, fatti l’uno per l’altro. E, invece, stanno volando gli stracci. Da una parte Sebastiani che stava aspettando le dimissioni del tecnico che la scorsa estate aveva firmato un triennale; dall’altra, l’allenatore che per mesi ha fatto scudo agli errori della dirigenza e non ci stava ad accollarsi tutte le responsabilità di una stagione nata male e finita peggio. Una questione di soldi, ma, soprattutto, di dignità. E, dopo mesi e mesi di silenzio dietro le quinte, ecco il terzo attore della sceneggiata salire sulla scena, quel Luca Leone i cui limiti sono emersi in toto in un’annata in cui il mercato (estivo e invernale) è stato a dir poco disastroso. Essendo Leone il direttore sportivo non può ritenersi esente da responsabilità. Nella farsa finale è finito stritolato in mezzo alle due figure forti, incapace di fare filtro o di mediare. Alla luce di quanto accaduto tra domenica e ieri viene da chiedersi: in base a che cosa il Pescara poteva pensare di lottare per la salvezza? Non era all’altezza la squadra, lo si è visto chiaramente in questi mesi. E gli ultimi accadimenti dimostrano che non erano maturi per la serie A nemmeno la dirigenza e l’allenatore. Lo zero nella casella delle vittorie (sul campo), le umiliazioni dei risultati negativi, il rogo delle auto del presidente Sebastiani e l’ultima sceneggiata, ma che cosa hanno fatto di male i tifosi – quelli veri, quelli che non tollerano la violenza – per meritarsi tutto questo? Non bastava l’umiliazione di quattro anni fa, eccone un’altra ben più cocente. Probabilmente, la certificazione dell’incapacità di reggere la scena sul palcoscenico più importante. E non è solo una questione di risorse economiche e di budget. No, è un falso problema per nascondere errori su errori. Il Pescara in un vicolo cieco. Come uscirne? Con un colpo a sensazione, magari Zeman.

@roccocoletti1

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