L’ULTIMO ATTO E I CONTI CON LA STORIA
di STEFANO TAMBURINI Il teatro dei sogni ha due porte di ingresso e solo un’uscita per la sera del dì di festa. Dopo, sarà delirio e notte di gioia per quelli che avranno trovato la strada giusta nel...
di STEFANO TAMBURINI
Il teatro dei sogni ha due porte di ingresso e solo un’uscita per la sera del dì di festa. Dopo, sarà delirio e notte di gioia per quelli che avranno trovato la strada giusta nel tempio del Maracanà, con in braccio una coppa da cullare e un festival della felicità da inscenare. Per gli altri saranno pacche sulle spalle, lacrime e ben più di una notte insonne. Il Mondiale di calcio in genere è questo ma stavolta anche molto altro. Chiunque lo vinca, ciò che resterà scolpito nelle pagine di storia sportiva sarà la sconfitta dei due millenni, quel 7-1 tedesco che ha stordito venti milioni di brasiliani e reso per loro questo ultimo atto una vera tortura, ancor peggio del dramma del 1950, quando persero la finale con l’Uruguay.
E comunque vada, al di là dei giudizi sul tasso tecnico (Messi, Cristiano Ronaldo o Muller non valgono uno stinco di Maradona o di Pelé), va detto che è stato un Mondiale con tante sfide da narrativa di pregio. C’è stata purtroppo poca Italia, anzi c’è stata molta dell’Italia peggiore e il tonfo è stato così forte che ora non ci sono più neanche un presidente federale e un ct in carica. Un vero e proprio anno zero carico di incertezze per via di una serie di spaventosi errori ancor prima fuori dal campo che dentro. Ma va detto che momenti così sono già capitati e che la lunga storia di questo sport ci racconta che sulle venti finali fin qui disputate in sei ci sono stati gli azzurri (quattro vinte), in pratica una volta ogni tre. Che meglio hanno fatto solo Germania (quella di oggi è l’ottava ma ne ha già perse quattro) e Brasile con sette (cinque vittorie) e che le nostre squadre di club sono quelle che hanno avuto più giocatori ai Mondiali e anche nelle finali. Dal 1930 a oggi sono Inter e Juventus a combattere ai vertici di questa classifica: 114 giocatori per i nerazzurri, 112 per Juve e Barcellona, “appena” 103 per il Real. I campioni del mondo sono 23 per i bianconeri, 21 per i nerazzurri ma se vincerà l’Argentina l’Inter passerà in testa con 24. Al terzo posto c’è il Santos (Brasile) con 17. Segnali questi di radici che non affondano solo nella melma degli ultimi tempi. Insomma, pure in pieno marasma, siamo ancora quelli che possono dire e con orgoglio: «La storia siamo noi».
. @s__tamburini
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