L’undicesima giornata

10 Novembre 2014

TORINO. Juve esagerata, Parma indecoroso. Il risultato è una goleada che allo “Stadium” bianconero non si era mai vista ed allo stesso tempo una batosta storica per gli emiliani. Sette gol la Juve in...

TORINO. Juve esagerata, Parma indecoroso. Il risultato è una goleada che allo “Stadium” bianconero non si era mai vista ed allo stesso tempo una batosta storica per gli emiliani. Sette gol la Juve in campionato non li faceva da 31 anni, dall'83 al malcapitato Ascoli; il Parma non li aveva mai subiti. Tre doppiette, firmate da Llorente, Tevez e Morata, quest'ultimo due volte a segno in appena 20', giusto per fare capire che Del Bosque ha fatto bene a chiamarlo nella Spagna.

Nel mucchio delle reti bianconeri, ce n'è una splendida, “alla Maradona”: la prima di Tevez, il gol del 5-0, una prodezza che è stata salutata dal pubblico con una standing ovation di qualche minuto, applausi e ancora applausi. L'Apache non andava in gol da un mese, gli ultimi colpi li aveva messi a segno con i due rigori alla Roma. Dopo 4 tentativi a vuoto ed un quinto non riuscito nell'ultimo dribbling, ha dipinto una rete che entra di diritto tra le più belle di sempre. L'argentino è partito di corsa palla al piede da oltre metà campo, ha resistito alla stretta di Costa che lo prendeva per il collo, ha seminato il capitano del Parma Lucarelli, ha dribblato Felipe ed, infine, ha infilato con un secco rasoterra la porta di un incredulo Mirante. Spettacolo puro: tutti in piedi allo “Stadium” per il numero 10 bianconero nel giorno del 40° compleanno di un altro grande con lo stesso numero, Alessandro Del Piero, che all'inizio della partita era stato ricordato dai tifosi juventini con striscioni, bandiere, cori ed applausi.

La perla di Tevez si è incastonata nella perfetta recita della Juve, senza mai sbagliare una battuta, senza distrarsi un attimo anche se l'avversario era finito al tappeto già dopo mezz'ora.

Il Parma, reduce dal 2-0 sull'Inter, ha mollato subito la presa. Allegri aveva raccomandato ai suoi più cattiveria sotto rete, ha dovuto aspettare la sesta occasione per il primo urlo di gioia, ma alla fine è stata scorpacciata. Con la sapienza di Marchisio e Pogba impareggiabile a trasformare palloni vaganti in oro, il centrocampo bianconero ha dominato 90', completato da Romulo, che ha superato a pieni voti la prima partita da titolare.

Quasi quasi ci si è dimenticati di Pirlo che, sofferente per una contusione alla coscia sinistra, era in tribuna. Applausi anche per il giovane francese Coman, subentrato a Tevez. Partita perfetta: la Juve in Italia vola, allo Stadium inventa ogni volta un nuovo record.

«Tevez ha fatto un gol straordinario sotto il punto di vista tecnico e caratteriale», commenta l’allenatore boianconeri Massimiliano Allegri a fine partita, «era un po’ che non segnava e ne aveva bisogno. Lui è un trascinatore, in allenamento ci dà sempre dentro. È il giusto premio per la convocazione in Nazionale anche se un po’ mi dispiace non averlo a Torino...». Sul cambio di modulo (dal 3-5-2 al 4-3-1-2), il tecnico bianconero precisa che «il 3-5-2 non fa parte del passato, si può tirare ancora fuori in base alle necessità della partita». E conclude: «Il sistema di gioco non conta, conta il modo di interpretarlo. E oggi abbiamo fatto davvero bene».