L’UNICA CERTEZZA DEL GALLES

1 Luglio 2016

Quando si incontrarono nelle qualificazioni, Belgio e Galles non diedero mai spettacolo. E i Diavoli Rossi soffrirono sempre: pareggio 0-0 in casa (novembre 2014), sconfitta 1-0 fuori (giugno 2015,...

Quando si incontrarono nelle qualificazioni, Belgio e Galles non diedero mai spettacolo. E i Diavoli Rossi soffrirono sempre: pareggio 0-0 in casa (novembre 2014), sconfitta 1-0 fuori (giugno 2015, gol di Gareth-indovina-un-po’-Bale). Stavolta giocano quasi in casa, perché da Lille alla frontiera si può andare in bici; con 19 euro, poi, la Tgv ti ci porta direttamente da Bruxelles in 36 minuti, mentre da Cardiff - nel migliore dei casi - ci metti più di 5 ore, con due cambi a Londra. Ma il quarto di stasera è anche una sfida politica, tra chi ha puntato tutto sull’Unione europea (da cui riceve il doppio di quanto versa, senza considerare l’indotto economico e occupazionale per la presenza di Parlamento e Commissione a Bruxelles) e chi, pochi giorni fa, ha deciso di lasciarla.

Al contrario della Scozia - che ha infatti votato per restare nell’Ue e che ora pensa all’indipendenza - in Galles hanno vinto i Leave, nonostante la Regione incassi ogni anno 245 milioni di sterline (300 milioni di euro) in finanziamenti europei. Ora è scattata la paura di perdere quei soldi, decisivi per l’agricoltura e lo sviluppo, e così nell’ultimo question time a Westminster un deputato laburista gallese ha chiesto a Cameron di supplire al buco con fondi nazionali; il premier britannico dimissionario, però, lo ha gelato: è «impossibile per chiunque dare garanzie», e in ogni caso «sarà un problema di chi guiderà il prossimo governo». L’unica certezza per il Galles, di questi tempi, si chiama Gareth Bale.

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