L'UNICO RISCHIO ORA È LA SINDROME DI GENNAIO

5 Gennaio 2015

Quando le cose vanno abbastanza bene è facile cadere nell'errore di provare a ritoccare l'organico di una squadra al mercato di gennaio con la speranza di favorire un ulteriore salto di qualità in...

Quando le cose vanno abbastanza bene è facile cadere nell'errore di provare a ritoccare l'organico di una squadra al mercato di gennaio con la speranza di favorire un ulteriore salto di qualità in vista del girone di ritorno. Al Pescara è successo due volte nelle ultime due stagioni e in entrambe le occasioni gli effetti sono stati addirittura devastanti. Nel 2013, dopo la vittoria di Firenze, propiziata soprattutto da Perin, la squadra di Bergodi si ritrovò con quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione, probabilmente bastava giusto qualche ritocco mirato per accostarsi col piglio giusto al giro di boa. Ne arrivarono invece sei o sette, molti freschi di infermeria (D'Agostino e Kroldrup), qualche carneade (gli argentini Arce e Caraglio), Sforzini già rotto, Sculli addirittura subito capitano (!) dopo appena un tempo con la maglia biancazzurra. Non poteva che trasformarsi in un disastro, quel Pescara riuscì a battere tutti record negativi della serie A, cancellando pure il Venezia il cui primato in fatto di sconfitte resisteva da più di mezzo secolo. Nel 2014 storia leggermente diversa ma con esiti impensabili dopo la fine del girone di andata. Marino aveva costruito una squadra che faceva risultati senza offrire per altro un calcio accettabile. Quel 3-4-3 che gli sembrava solidissimo andò ben presto a pezzi nonostante (o probabilmente per colpa) dei ritocchi voluti dal tecnico per rafforzare il suo modulo decisamente spartano. Via Viviani allora perché incompatibile, secondo l'allenatore, con Brugman, dentro due operai di centrocampo (Salviato e Bovo) che, a suo dire, "avrebbero dovuto far legna accanto all'uruguaiano”. Un fallimento pure questo, dopo aver bocciato tra l'altro anche la linea verde varata in estate, ora eccoci al 2015, per fortuna con qualche certezza in più rispetto alle due precedenti sciagurate stagioni. Intanto è stata rimossa con largo anticipo la ventilata difficile coesistenza tra Maniero e Melchiorri. Strada facendo credo che si sia capito che sia Pucino che Zampano sono preziosi soprattutto come esterni di difesa in grado di coprire e attaccare. Spero ovviamente che non prenda consistenza l'idea (assurda) che Memushaj e Brugman non possano coesistere , mi auguro in più che restino sia Da Silva che Pasquato per un Pescara sempre più a trazione anteriore.