L’urlo della Vastese: è serie D!

Gli aragonesi vincono il campionato sul filo di lana condannando la Val di Sangro alla retrocessione
ATESSA. L'ultimo ostacolo è stato superato. Ed è stato anche il più difficile, perché è sempre molto complicato giocarsi un campionato sul filo di lana, negli ultimi 90’.
La Vastese c'è riuscita, ha sofferto, ha temuto anche di non farcela, ma alla fine ha espugnato il campo di Montemarcone di Atessa, battendo la Val di Sangro al termine di una partita vera.
Sì, proprio così, una partita vera perché ieri pomeriggio entrambe le formazioni avevano la necessità di fare risultato pieno: la squadra di Colavitto per vincere il campionato, quella di Giannico per salvarsi.
Alla fine ha vinto la formazione migliore, quella più attrezzata. Quella che ha dominato il torneo di Eccellenza e che ha vinto il braccio di ferro con un Paterno mai domo, se non negli ultimi 90’ di gioco, quando, pur vincendo, si è dovuto arrendere all’evidenza.
Da ieri per Vasto la serie D è vera, è una realtà, non più un sogno cullato per una stagione e poteva anche sfumare.
Invece Colavitto è riuscito a tenere i ragazzi “sul pezzo” fino alla fine.
«Finalmente», hanno gridato gli oltre settecento tifosi che hanno seguito la squadra nell'ultima e decisiva fatica stagionale. Una promozione che è stata soprattutto una scommessa vinta: dalla società, dal presidente Franco Bolami, dal tecnico Giancluca Colavitto e da tutta la squadra.
Nessuno, a inizio stagione, pensava che l'undici biancorosso potesse vincere il campionato. I programmi erano altri, si pensava a un anno di transizione. Qualcuno temeva addirittura un ennesimo flop. Poi, con il trascorrere delle settimane, le cose sono cambiate e il campionato della Vastese è stato una autentica cavalcata, caratterizzata solo da alcune sofferenze in queste ultime settimane, senza le quali (sei punti persi nelle ultime tre partite) non ci sarebbero stati neanche i patemi dei 90’ di ieri.
Grazie alla vittoria sulla Val di Sangro, la Vastese torna in serie D, in un campionato più consono a quelle che sono le tradizioni calcistiche della città. Il calcio è però anche crudele: nel giorno della festa biancorossa, la Val Di Sangro perde ogni speranza di ottenere la salvezza e retrocede in Promozione direttamente. Peccato.
La partita è stata vibrante ed equilibrata, nonostante il risultato rotondo per i biancorossi, perché la Val di Sangro ha fatto di tutto pur di non recitare il ruolo di comparsa. Per 90’, o quasi, è stato un assalto di marca biancorossa, anche se a volte confuso e sconclusionato. Ma portato con la forza dei nervi. Una partita dal pronostico tutt'altro che scontato. Insomma, per i biancorossi una gran faticaccia prima della festa finale.
Dopo qualche minuto di equilibro assoluto è Alessandro Tarquini a spaccare la partita: servito in area da Iaboni, l'esperto attaccante biancorosso, al suo 16° centro stagionale, ha infilato l'estremo della Val di Sangro facendo esplodere di gioia il popolo biancorosso. Un gol che ha fatto pendere l'ago della bilancia dalla parte della capolista, anche se la squadra di Giannico non ha mai dato l'impressione di arrendersi, raggiungendo subito il pari grazie a un guizzo di Tucci. Nel primo tempo non succede più nulla, se non un grande nervosismo, accentuato dalla notizia del doppio vantaggio del Paterno sull'Angolana. Al 2’ della ripresa la svolta: Iaboni si conferma uomo assist e Balzano, da ottima posizione, trafigge Trivilino.
Subito dopo Marfisi ha la palla dell’1-3, ma l'estremo della Val di Sangro si supera. Poi, nulla o quasi. Se non la perla di Iaboni, in pieno recupero: una palombella che chiude i conti, promuovendo la Vastese in serie D e condannando la Val di Sangro alla retrocessione.
Al triplice fischio del direttore di gara è iniziata la festa. Tifosi in campo e tecnico e giocatori portati in trionfo. A Vasto le campane non suoneranno a festa, ma la giornata di ieri sarà ricordata.
Gaetano Quagliarella
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