La carica degli ex all'assalto del Pescara

Mammarella e Aquilani. Il capitano e il difensore. I due ex biancazzurri ora rossoneri. Cuore, passione, grinta. Sono queste emozioni, sentimenti a dare ai giocatori una marcia in più in campo. E a sopperire magari a cali fisici soprattutto nei derby
LANCIANO. Cuore, passione, grinta. Sono queste emozioni, sentimenti a dare ai giocatori una marcia in più in campo. E a sopperire magari a cali fisici soprattutto nei derby. E sono sempre passione, grinta con l’aggiunta dei ricordi a far battere il cuore a chi venerdì sera scenderà in campo all’Adriatico per affrontare il terzo derby di serie B tra Pescara e Lanciano. Le luci dello stadio si accenderanno sui protagonisti della sfida tutta abruzzese della serie cadetta e sui quei giocatori, tra i rossoneri e i biancazzurri, che in passato hanno intrecciato vita e calcio con la Virtus o con il Pescara.È il caso di Carlo Mammarella. Il capitano rossonero il suo derby di B l’ha disputato solo al ritorno all’Adriatico perché all’andata, nel dicembre 2013 al Biondi, era stato fuori per squalifica. Lui che è nato a Pescara, cresciuto nel vivaio pescarese, è stato tesserato per due anni dalla società biancazzurra disputando una sola partita, ma dallo scorso anno si è trasferito con la moglie e le due figlie a Lanciano. Lui che il gol al Pescara lo ha segnato al Biondi nel campionato di Prima Divisione 2008/2009 e che sogna, dolore muscolare permettendo, di giocare e segnare. Il capitano è fondamentale per i rossoneri anche e soprattutto per i suoi assist, sette finora quelli vincenti, ed è logico che si farà di tutto per recuperarlo. C’è anche chi, lancianese doc, con la maglia della propria città non ha ancora mai segnato, e magari potrebbe farlo proprio contro la squadra che lo ha lanciato nel calcio e in cui ha disputato 4 stagioni. Si tratta di Antonio Aquilanti. Lancianese doc, il patriota Aquilanti a Pescara ha trascorso 4 stagioni, tre in B (dal 2003 al 2007) con 61 presenze e due gol. Aquilanti ha sempre detto di dovere molto al Pescara dove si è formato calcisticamente, ma di pensare solo al Lanciano dove è approdato nel 2010 e con cui ha rinnovato il contratto fino al 2017. Un altro lancianese di adozione, in quanto marito della presidente Valentina Maio, Manuel Turchi ha segnato 9 presenze e due gol nel 2008 a Pescara. Ma la sua presenza venerdì è in dubbio per problemi muscolari. Anche il portiere Aridità a Pescara è stato due stagioni dal 2004 al 2006 ma anche lui ha fatto registrare una sola presenza. C’è anche chi tra i rossoneri a Pescara è nato o vive, come il Luca Leone, il tecnico Roberto D’Aversa, il team manager Cicci Diomede, l’addetto stampa Simone Serrano, ma lavora a Lanciano. Mister Roberto D’Aversa nato a Stoccarda, vive a Pescara da quando ha tre anni, e col Delfino annovera anche 33 presenze. D’Aversa lo scorso anno ha vissuto il derby accanto a Baroni come direttore dell’area tecnica Virtus. Quest’anno sarà avversario dell’ex mister rossonero approdato al Pescara non senza polemiche. «Abbiamo trascorso un anno bellissimo con Baroni», ha detto D’Aversa al del Tg3. «È una persona preparata, un professionista. È un gran lavoratore. Non so che difficoltà abbia avuto quest’anno perché io penso solo alla Virtus, ma ha trovato il giusto equilibrio. Mi auguro che vada in difficoltà contro di noi». Accanto a D’Aversa ci sarà il ds Luca Leone. Pescarese doc, Leone da giocatore ha avuto una breve parentesi col Pescara nel 2007, 11 presenze, mentre col Lanciano ha disputato 175 partite segnando 22 gol in 6 anni.
Teresa Di Rocco
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