La carica di Conte «Voglio dei guerrieri ma con la testa»

13 Giugno 2016

Non svela formazione e modulo: «Sarà camaleontico» L’idea è variare in corsa per una squadra più aggressiva

INVIATO A LIONE. Ci sono giorni che sanno di storia, momenti che hanno colori, sensazioni, profumi ed emozioni diverse. E soprattutto per Antonio Conte questo è un giorno diverso. Oggi esce dal garage e porta il suo bolide in pista. Siamo al Gp di Montecarlo del calcio, alla “prima” assoluta degli Europei. Stamford Bridge può aspettare, oggi il prossimo allenatore del Chelsea è il Ct della Nazionale e non vuole chiudere la sua avventura azzurra con un capitolo banale, una pagina in bianco e nero, un periodo da catalogare negli agli archivi. No, Conte la sua esperienza alla guida della Nazionale la vuole consegnare alla storia. E il primo passo, quello più difficile, passa per il Belgio, una selezione che quando lui era calciatore correva in formula 3 e che adesso parte in prima fila nella griglia di partenza di “Francia 98”.

«È vero sono emozionato – esordisce Conte – ho avuto la fortuna di vivere queste esperienze da calciatore e ora da Ct. Un fatto che mi riempie d’orgoglio ma mi dà anche un’ enorme responsabilità. Dobbiamo essere bravi ad arrivare dove meritiamo di arrivare e se usciamo dovrà essere senza rimpianti. Lavoriamo da due settimane e mezzo, ci siamo preparati bene per questo appuntamento e in campo voglio vedere dei guerrieri che però sappiano usare la testa ed applicare sul terreno quello che abbiamo provato in allenamento».

Nessuna indicazione sulla formazione, del resto ha tenuto abbottonata la comitiva azzurra prima a Coverciano e poi a Montpellier e anche a Lione ai suoi ha fatto solo calpestare l’erba ma con i mocassino e non le scarpe bullonate.

«Ma è una mia abitudine – precisa il Ct – non lo faccio per paura delle spie ma perchè preferisco svolgere l’allenamento al mattino. La formazione? Domani (oggi, ndr) alle 21. Posso solo dire che abbiamo un sistema di gioco camaleontico che possiamo variare in corsa per essere più aggressivi in attacco e compatti in difesa».

Conte è un allenatore meticoloso, quasi maniacale che studia gli avversari con video, elaborazioni computerizzate, analisi di dati tecnici e scientifici. Nel periodo della sua reggenza Coverciano è diventata una sorta di Silicon Valley del pallone. Già, ma quale sarà la “app” per battere il Belgio?

«Sicuramente quella con il Belgio sarà una delle più belle partite dell’Europeo. La squadra non la scopriamo oggi, ha dei giocatori top-player, dei giovani di grandissimo talento a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto con l’intero movimento. Sono consapevoli di poter fare qualcosa di grande».

Sicuramente il nostro selezionatore ha studiato mosse e contromosse per mettere in difficoltà i Diavoli Rossi e l’amichevole dell’autunno scorso ha dato indicazioni importanti che il Ct ha inserito nel suo “programmino”. Però non andate a dirgli che il Belgio è debole in difesa.

«Ma stiamo scherzando: è vero che in attacco e a centrocampo sono talentuosi ma anche i difensori giocano in Premier o nella Liga e sicuramente non sarà facile superarli. Però noi possiamo metterli in difficoltà con la determinazione e usando la testa».

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