La compagna: «Dybala sta bene e aspetta l’esito del tampone»

1 Maggio 2020

TORINO. Di muoversi per tornare in Italia per adesso non se parla. A cominciare da Cristiano Ronaldo, i giocatori della Juventus all'estero restano nelle loro case, aspettando che in Italia si...

TORINO. Di muoversi per tornare in Italia per adesso non se parla. A cominciare da Cristiano Ronaldo, i giocatori della Juventus all'estero restano nelle loro case, aspettando che in Italia si finisca di sfogliare i petali della margherita sull'eventuale ripresa del campionato. Attraverso i social, CR7 fa sapere di essere sempre felicemente a Madeira: questa volta posta una foto con la figlia sul terrazzo della sua villa in un panorama di mare e nuvoloni atlantici. «Moments. Stay safe», il breve messaggio del portoghese con riferimento alla tempesta del Coronavirus che è arrivato anche nella sua isola. Si ipotizza un suo rientro a Torino la prossima settimana, magari martedì.
Alla Juve c'è il caso Paulo Dybala ancora in sospeso: per l'argentino non c'è ancora la certezza della guarigione. Ma ieri dalla fidanzata Oriana Sabatini, intervistata da una tv del paese sudamericano, Canal 9, è arrivata la precisazione: «Paulo non è nuovamente positivo, deve soltanto aspettare. Ha da fare gli ultimi test e vedere qual è il responso».
La risposta è stata alle voci circolate dopo l'indiscrezione, mercoledì, di un canale tv spagnolo. «Ovviamente non sappiamo da dove sono arrivate le notizie, da noi non sono uscite», ha spiegato la compagna di Dybala, «e così come abbiamo raccontato la nostra positività, con calma diremo la nostra negatività». Lei, intanto, ha già avuto il primo esito favorevole: «A me il test è risultato negativo. Non siamo ancora sicuri al 100%, non vogliamo parlare e ci confermeranno la notizia appena avranno informazioni. Siamo in attesa come gli altri».
Di calcio giocato ha parlato, invece, l’olandese Matthijs de Ligt, al magazine Champions journal, «Bonucci e Chiellini sono due difensori con esperienza e provo a imparare da loro: è incredibile giocare con i migliori del mondo. Ogni giorno cerco di capire dove poter migliorare e lavoro su quello, anche l'aspetto mentale è fondamentale», ha detto il difensore ex Ajax che ha ricordato i suoi inizi: «Fino ai 15 anni ero un centrocampista offensivo, segnavo e facevo anche diversi assist. Poi mi hanno spostato indietro: all'inizio non mi piaceva, a ripensarci però è stata la svolta: servono difensori con i piedi buoni. E l'esperienza in mezzo al campo mi è servita per migliorare la mia tecnica». (r.s.)