LA CREMONESE, LA CRISI E ALTRE C
Ci mancherebbe, resterà la città delle tre T, Turòon, Turàs e Tetàss (Torrone, Torrazzo e… Tette) ma Cremona sta pericolosamente virando verso le troppe C, almeno quando nei bar intorno a piazza...
Ci mancherebbe, resterà la città delle tre T, Turòon, Turàs e Tetàss (Torrone, Torrazzo e… Tette) ma Cremona sta pericolosamente virando verso le troppe C, almeno quando nei bar intorno a piazza Duomo si parla di Calcio.
Il Campionato non sta dando per niente soddisfazioni, anzi: la sconfitta sul campo del Chievo ha acuito una Crisi che sembra non finire mai e che appare ancora più grande nella stagione in cui, dopo il tredicesimo e nono posto delle ultime due stagioni, quelle della risalita in serie B, il salto di qualità sembrava garantito da un mercato di lusso.
Invece, Daniel Ciofani e Fabio Ceravolo non fanno mai gol, nonostante la società si sia svenata per portarli in grigiorosso (quasi 6 milioni sommando cartellini e ingaggi): un gol a testa.
Una miseria che è il giusto riflesso di quello che dicono i numeri più ampi della Cremo che, con appena dieci gol segnati, ha il peggior attacco del torneo.
Non è servito a Ceravolo, soprattutto, potendo sperare in un ritorno al passato per i comuni e felici trascorsi al Benevento e neanche a tutta la squadra in generale il Cambio di panchina tra Massimo Rastelli e Marco Baroni.
10 punti nelle prime sette partite di Rastelli, 7 nelle successive otto di Baroni che ha, almeno, portato a casa la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia, superando una settimana fa l’Empoli e garantendosi la Lazio.
Una società solidissima (il proprietario, cavalier Giovanni Arvedi, è anche uno dei più munifici benefattori della città), uno stadio rimesso a nuovo, un centro sportivo-gioiello ma nulla sembra servire per mettere sprint al campionato e alle ambizioni dei grigiorossi.
È vero che, tra la zona play off e quella play out il divario è un soffio ma il quintultimo posto e il conseguente arretramento tra le ultime cinque della classifica è, intanto, un peso enorme.
Ma anche una paura: dover rivedere tutti i piani e cominciare a pensare come evitare la peggiore delle C. Quella della serie C.
*giornalista Sky Sport
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