La cronometro è decisiva: oggi Roglic contro Thomas

Sulle Tre Cime di Lavaredo vince il colombiano Buitrago, Almeida cede
Il colombiano Santiago Buitrago, 23 anni,mette la firma sulla tappa più prestigiosa con arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo. Per la vittoria del Giro d’Italia oggi nella crono sarà una questione a due tra Geraint Thomas e Primoz Roglic staccato di 26”. Joao Almeida? A cronometro va forte, ma anche ieri quando le pendenze nel finale si sono fatte dure ha faticato per mantenere il passo dei due. Il Monte Lussuri oggi con quelle rampe micidiali assegnerà la maglia rosa finale e sarà una lotta accesa che regalerà quelle emozioni che per gran parte di questo Giro d’Italia sono mancate. Chi mastica amaro per la quarta volta è Derek Gee. Il talentuoso corridore della Israel Fantini ieri è giunto secondo dietro al colombiano Buitrago. E cosa c’è di così strano da far masticare amaro? Semplice, è il quarto secondo posto in questa edizione del Giro.
La tappa. Da Longarone alle Tre Cime di Lavaredo è la frazione a 5 stelle regina di questo Giro d’Italia: dopo un lungo falsopiano in salita verso Arabba ecco le storiche vette dolomitiche da scalare. Il Campolongo, il Valparola, Il Giau, le Tre Croci e l’arrivo impegnativo al rifugio Auronzo con vista sulle Tre Cime di Lavaredo. Ti aspetti quella battaglia tra big vista solo sul Bondone e, invece, ecco l’ennesima fuga di questo Giro d’Italia. Vanno via in 15 e si capisce subito che tra loro Santiago Buitrago è quello che ha più chance di vittoria. Il colombiano della Bahrain lo scorso anno arrivò secondo a Cogne dietro al teatino Giulio Ciccone e vinse la tappa di Lavarone. Il gruppo con gli uomini della Ineos lascia fare e la fuga prende un vantaggio rassicurante. Come spesso accaduto in queste tre settimane davanti si lotta per la tappa e dietro per la classifica generale. Due corse in una con un sorprendente Magnus Cort Nielsen che prova a tenere il passo di Buitrago in salita, ma poi è Derek Gee a scattare. Buitrago lascia sfogare il corridore della Israel e nei chilometri finali verso le Tre Cime lo mette nel mirino e lo passa a doppia velocità. La tappa parla colombiano, mentre tra gli uomini di classifica inizia la battaglia. Finalmente verrebbe da dire. Thomas si affida a De Plus e Arensman per tenere alto il ritmo, Dunbar perde contatto, mentre Almeida sta meglio rispetto a Zoldo e attacca. Roglic rilancia e vanno via in due: con il vincitore della Tirreno-Adriatico resta solo la maglia rosa che addirittura prova a contrattaccare. Roglic prima perde qualche metro poi con il rapportino leggero (ha cambiato bici a Misurina) ritorna su Thomas e gli rosicchia qualche secondo. Almeida paga 23” e nella generale è a 59” dalla maglia rosa. La sottile crisi di Dunbar ha permesso a Caruso di blindare la quarta posizione: è lui il migliore degli italiani.
La gioia di Buitrago. «Che bella giornata per me. Il tifo sulla strada mi ha dato una spinta notevole e questa vittoria è importantissima dopo un Giro d’Italia vissuto con qualche difficoltà. Ho cercato la fuga sin dall’inizio, ci sono riuscito e ora mi godo questa gioia. La tattica? Ho cercato di gestirmi bene anche con le indicazioni che dalla macchina mi dava Franco Pellizzotti (il ds ndc). Poi, negli ultimi 1.500 metri sono andato full gas”.
La crono decisiva. Da Tarvisio al Monte Lussuri: 18,6 chilometri per decidere il vincitore del Giro. Thomas parte in maglia rosa, Roglic deve recuperare 26”. Almeida 59”. Gli ultimi 7,5 chilometri sono micidiali con pendenze costanti sopra al 15% e tratti al 22. Che vinca il migliore con Thomas che sta assaporando il gusto dell’accoppiata Giro-Tour (vinto nel 2018) e Roglic che vorrebbe cancellare l’amarezza di un Tour perso (vinse Pogacar) proprio nell’ultima crono.
Enrico Giancarli
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