La delusione di Zauri: «Troppo remissivi, dispiace per i tifosi»

L’allenatore biancazzurro: «Mi assumo le mie responsabilità Il cambio di Galano? Volevo uno più fresco. Ora ripartiamo»
PESCARA. Spento, lezioso, imbarazzante: il Pescara di Zauri. La sintesi in tre parole. La bacchetta magica è rimasta negli spogliatoi. «Non so cosa manca in questa fase, non ho la bacchetta magica». Parlava così Luciano Zauri alla vigilia della sfida con il Crotone. La prestazione di Cittadella non è stata di certo delle migliori e anche ieri il Delfino ha dato dimostrazione di non essere squadra. Zero risposte caratteriali, in difficoltà soprattutto sulla mediana, incapace di filtrare le avanzate avversarie. Un mix micidiale che ha portato al tracollo. Fischi assordanti a fine partita, almeno da gran parte dell’Adriatico. Applausi e cori dalla Nord, invece, hanno accompagnato i biancazzurri nel dopo gara. L’involuzione del Pescara è preoccupante, specie sotto l’aspetto caratteriale. «È stata una prestazione brutta e mi assumo le mie responsabilità», scuro in volto, Luciano Zauri non trova alibi. Il suo Pescara è stato davvero troppo brutto. «C’è poco da nascondersi. Bisogna solo lavorare. Non mi aspettavo una prestazione del genere», continua il 41enne allenatore di Pescina. «Mentalmente non ci siamo stati, atteggiamento troppo remissivo. Ci metto la faccia, ma adesso dobbiamo ripartire».
Anche alcune scelte tecniche hanno fatto discutere, come aver tolto Galano alla fine del primo tempo. «Nessun infortunio. Ho tolto Galano per scelta tecnica», precisa Zauri. «Cristian veniva da diverse gare giocate consecutivamente, volevo una pedina più fresca e ho buttato in campo Di Grazia. Non è assolutamente una bocciatura per Galano, che sia chiaro. Pescara basso nella manovra? Assolutamente non la volevo così la squadra. Non siamo riusciti a cambiare l’inerzia del match». Anche dal maxi turnover non sono arrivate risposte. «Ho fatto queste scelte perché dovevo avere gente fresca. Alcuni giocatori non possono disputare tre partite consecutive». Zauri parla anche dell’aria che si respira allo stadio, non positiva, tranne dalla Nord che ha incitato i biancazzurri anche dopo il triplice fischio. «Mi dispiace per la partita, i primi ad essere delusi siamo noi. Il tifoso vuole il bene della squadra e proveremo ad offrire uno spettacolo migliore già da Ascoli». Sì, perché domenica prossima ci sarà il derby con i bianconeri. Da non fallire, per evitare la prima crisi della stagione.
Quella di ieri è stata anche la rivincita di Giovanni Stroppa. L’ex allenatore biancazzurro, infatti, prima di ieri non aveva mai trionfato all’Adriatico. I calabresi in serie B non vincevano da oltre 12 anni. Era il maggio 2007 e l’undici pitagorico vinse 3-2. Da lì in poi solo amarezze e un pareggio (2-2, 8 settembre 2013). «Non era semplice vincere questa partita», il commento dell’allenatore rossoblù, a Pescara nel campionato di serie A 2012-2013. «Sono contento per la squadra perché abbiamo fatto una grande prestazione. Mi spiace solo non aver chiuso la partita nel primo tempo. Potevamo essere più lucidi. Vincere qui è motivo d’orgoglio per i miei giocatori». Il Crotone ha trovato un Delfino spento. «Non ho visto una squadra spenta, dico che siamo stati bravi noi nel palleggio, innescando gli attaccanti e dando pochi riferimenti ai nostri avversari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

