La doppietta amara di Pettinari: sciupate troppe occasioni

L’attaccante in rete per la prima volta con il Pescara «Inutile festeggiare i miei gol, ora testa al Perugia»
AVELLINO. Una situazione che probabilmente nemmeno Stefano Pettinari avrebbe immaginato di vivere.
Una doppietta con il Pescara (la prima con la maglia biancazzurra)ed una grande prestazione vanificata da un risultato che non può far altro che far nascere rimpianti.
Le due reti dell’ex attaccante della Roma non sono bastate a portare a casa l’intera posta in palio ed ora rischia seriamente di complicarsi la corsa verso i play off. I biancazzurri restano in zona sparegi, a quota 57, ma sono al settimo posto insieme all’Avellino, che però ha gli scontri diretti a favore, e due lunghezze di vantaggio sul Livorno, che insegue e che sarà a Pescara nell’ultima giornata di campioanto.
Tornando a Pettinari, l’attaccante classe ’92 è consapevole della grande occasione gettata al vento contro una diretta concorrente, il settimo posto occupato in coppia proprio con l’Avellino non rappresenta un valido motivo per sorridere: «Non posso certamente festeggiare la mia doppietta», ammette il 23enne attaccante biancazzurro ex Crotone e Latina.
«Abbiamo sciupato troppo e siamo stati puniti. Ma il calcio è anche questo. In altre occasioni abbiamo vinto costruendo di meno ma siamo stati bravi a non subirli, oggi però i troppi errori ci hanno condannato alla sconfitta».
E come dargli torto, soprattutto dopo tre successi consecutivi per uno a zero dove il Pescara aveva creato molto meno di quanto abbia fatto ieri al Partenio di Avellino ma con la solidità nel reparto difensivo era riuscito a scalare posizioni in classifica diventando una delle squadre più temibili in circolazione
I primi quarantacinque minuti di grande livello sono stati troppo poco, è mancata la continuità e la cattiveria per mandare magari fuori dai giochi definitivamente l’Avellino di Rastelli: «Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, siamo stati padroni del campo. Ma dopo il rigore che secondo me va rivisto, ci siamo fatti schiacciare troppo», continua il numero 19 della squadra allenata da Marco Baroni. «È vero che siamo stati più tecnici di loro, ma ci è mancata la grinta che invece l’Avellino è riuscita a mettere in campo. Se avessimo avuto lo stesso furore che hanno messo loro nel secondo tempo probabilmente saremo qui a parlare d’altro. Non siamo stati capaci di metterla come loro sul piano del fisico».
Una sconfitta pesante e una delusione per gli oltre 500 tifosi presenti al Partenio, a testimonianza dell’importanza dei punti in palio ieri al Partenio: «Ora dobbiamo solo pensare allo scontro diretto di sabato, giochiamo in casa e dobbiamo sfruttarlo a tutti i costi». Già, il Perugia allenata dal pescarese Andrea Camplone che continua a correre. Un’altra sfida che si preannuncia calda, ricca di sorprese e con la posta in palio che va portata a tutti i costi a casa.
Altri passi falsi rischierebbero seriamente di rovinare quanto di buono fatto fino ad ora.
Anche il bomber biancoverde Gigi Castaldo, tornato a segnare dopo un digiuno che durava dalla settima giornata di ritorno, ha elogiato la grande prova del Pescara: «Giocavamo contro una delle squadre più forti del campionato ed hanno dimostrato perché sono lì sopra. Sono stati capaci di metterci in serio pericolo per tutto il primo tempo, bravi noi poi a reagire nella ripresa e trovare la forza di rimontare», il commento del 33enne bomber irpino.
Qualche voce di troppo sul suo conto, il gol e poi la corsa sotto la curva con tanto di ammonizione per essersi tolto la maglia che ha fatto scatenare anche l’ira del cuore del tifo avellinese. Qualcuno ci ha visto della polemica nella sua rabbiosa esultanza, lui ha voluto a tutti i costi essere il più chiaro possibile: «Sono un essere umano e non accetto critiche campate in aria», spiega l’ex attaccante di Nocerina, Benevento e Juve Stabia. «Ci sta che possa sbagliare una partita, ma ho comunque segnato sedici gol e la squadra è da inizio campionato che si comporta bene. Vogliamo arrivare ai play off, faremo di tutto per raggiungere questo obiettivo e se mai dovessimo fallirlo allora vorrà significare che qualcuno è stato più bravo di noi». Il malinteso ed il malessere nato dopo la sua esultanza è già acqua passata.

