La fascia passa a Natalini: «Io, leader del Lanciano»

Il difensore è il nuovo capitano dei rossoneri: «Aumentano le responsabilità ma sono pronto. Quest’anno il campionato sarà più difficile, niente errori»
LANCIANO. Oggi alle 17 il Lanciano ospita al Biondi il Miglianico per l’ultima amichevole precampionato: da domenica prossima si comincia a fare sul serio con la coppa Italia (alle 18 in casa della Virtus Cupello). La squadra è quasi al completo: un’ulteriore novità potrebbe essere l’esterno offensivo Ferdinando D’Ercole, classe 1999 originario di Scerni, svincolato dopo le 47 presenze negli ultimi due anni in D col Castelfidardo, e da venerdì in prova coi rossoneri. Novità certa è invece che la fascia da capitano passa sul braccio di Alessio Natalini, 29enne difensore centrale alla terza stagione col Lanciano. «Per me è un motivo di orgoglio», commenta Natalini, «anche gli altri anni, pur senza fascia, mi sentivo comunque uno dei leader, ma adesso è normale che abbia un po’ di responsabilità in più: è una cosa di cui sono fiero, ma devo sempre dimostrare di meritare questa fascia ed essere di esempio per i compagni».
Questo terzo ritiro col Lanciano com’è andato?
«Abbiamo fatto un bel lavoro e i nuovi si sono integrati benissimo. Non è stato molto diverso in confronto al passato: forse i carichi di lavoro sono stati leggermente superiori, ma perché c’è stato più caldo rispetto ai ritiri precedenti».
Nelle cinque amichevoli giocate finora difesa imbattuta quattro volte, tra cui con due squadre di D: è questo il pezzo forte dei rossoneri?
«Il pezzo forte del Lanciano è il Lanciano. Tutta la squadra si sta allenando bene. Le amichevoli hanno dato prova del buon lavoro che stiamo facendo, ma non dobbiamo abbassare la guardia perché è comunque calcio d’agosto: ora dobbiamo pensare a fare una buona partenza in campionato».
Dopo due anni in coppia con Pierluigi Scudieri lì dietro cambi “socio”.
«Con lui si era creato un rapporto che andava al di là del campo. Tra l’altro dividevamo anche la stessa casa: bastava un’occhiata per capirci. Certo, mi è dispiaciuta la sua partenza e tuttora ci sentiamo. Ma anche con chi sta prendendo il suo posto (Riccardo Lucarino e Filippo Boccanera, ndc) mi sto trovando bene: sono due ragazzi forti e intelligenti».
La rosa è completa?
«Il più è fatto. Poi, se la società e l’allenatore vorranno intervenire, sono loro che sanno cosa bisogna fare. Di certo se arriva qualcun altro trova un gruppo pronto ad accogliere, serio, che ha costruito un buon equilibrio tattico in campo ma che è pure anche affiatato fuori».
Dopo due anni torni a giocare in Eccellenza, un campionato che hai già vinto tre volte: questo come te lo aspetti?
«Leggermente più difficile rispetto agli altri. Ci sono diverse squadre ben organizzate, con buone qualità, e che spesso, come è avvenuto in Prima categoria e in Promozione, aspetteranno il Lanciano più di altri perché è una squadra blasonata. Significa che dovremo limitare ancora di più gli errori e le distrazioni, concentrarci e continuare a dare il massimo come abbiamo sempre fatto».
Le principali rivali?
«Graduatorie non mi piace farne, ma ce ne sono almeno quattro o cinque che possono ambire a stare lassù».
L’obiettivo del Lanciano è chiaro. Poi c’è quello personale di Natalini che vuole continuare la serie di partite sempre in campo dal primo all’ultimo minuto: in campionato ne sono 61. È un record?
«Non lo so, ma per me è sicuramente una bella soddisfazione. Spero di andare avanti così, e mi alleno per dare il mio contributo a raggiungere gli obiettivi della squadra».
Andrea Rapino
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