LA GIUSTIZIA SPORTIVA TRA LACUNE ED ERRORI
di ROCCO COLETTI Il cosiddetto caso Lanciano ha riportato al centro dell’attenzione mediatica le magagne della giustizia sportiva. Che sono irrisolte da anni. Al di là di ogni valutazione di parte,...
di ROCCO COLETTI
Il cosiddetto caso Lanciano ha riportato al centro dell’attenzione mediatica le magagne della giustizia sportiva. Che sono irrisolte da anni. Al di là di ogni valutazione di parte, appare acclarato che le maglie di codici e codicilli sono ormai troppo larghe per i tempi che corrono. Soprattutto, per avvocati preparati che riescono a muoversi a meraviglia nei meandri di un ordinamento che non è al passo con i tempi. A volte non lo sono nemmeno coloro i quali istruiscono le inchieste e poi giudicano i fatti. Da anni si parla dei problemi della giustizia sportiva e nessuno mette mano a una vera e propria riforma. Che dovrebbe partire da una riscrizione delle norme e da una procura federale e da collegi giudicanti a tempo pieno a servizio di federazioni e Coni. Il calcio muove palate di milioni di euro e ha bisogno di controllori che garantiscano la credibilità del sistema. Nel caso specifico della Virtus Lanciano occorre partire da un dato di fatto. Ovvero che la società, quindi la famiglia Maio, non ha pagato le tasse sugli emolumenti versati ai tesserati entro i termini previsti. Ed è recidiva perché non l’ha fatto per più mensilità. Che la giustizia sportiva si sia incartata, favorendo i ricorsi dei legali Chiacchio e Di Cintio, è un discorso, ma il fatto esiste. E’ stato sollevato un polverone, perdendo di vista la verità dei fatti. Fortunatamente, quei due punti che ballano non sono decisivi, classifica alla mano. Con o senza l’ulteriore penalizzazione il play out sarà Virtus Lanciano-Salernitana. Con buona pace di chi si diverte ad alimentare le liti. Ma se fino a prima dell’ultima giornata l’oggetto del contendere era solo l’ulteriore penalizzazione di due punti, ora c’è chi punta anche al caso Turchi. Ovvero a quell’ulteriore punto che potrebbe sconvolgere la griglia del play out. Due storie diverse: se nel primo caso c’è stato un pasticcio, nel secondo invece il giudizio è stato lineare e corretto. La sentenza può piacere o no, ma non ci sono errori procedurali. Tirarla in ballo perché potrebbe servire per condannare la Virtus non è corretto.
@roccocoletti1
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