La grinta di Contador, l’urlo di Ulissi

16 Maggio 2015

Dopo la caduta la maglia rosa riparte e stringe i denti ma oggi rischia in salita. Sprint show per il toscano rinato

La tappa più lunga del Giro d’Italia ha avuto due sussulti: al foglio firma e al traguardo finale. Con la regolare partenza di Alberto Contador in maglia rosa e la vittoria di Diego Ulissi, rinato dopo un anno buio a scontare una squalifica per doping di nove mesi. In mezzo, 264 km in cui il gruppo, in nome di una tregua concessa dai girini alla maglia rosa più che ammaccata dopo la caduta di Castiglione della Pescaia, per una volta ha tirato il fiato. Andatura poco più che cicloturistica, 35 di media fino oltre metà tappa, la più lunga dell’edizione 2015, spirito da fair play.

Ma un sussulto, dicevamo, c’era stato al foglio firma. Anzi, già poco dopo le 9, all’hotel di Punta Ala, per una notte quartier generale della Tinkoff Saxo. Perché a quell’ora Contador era di buon umore. «Ho dormito bene, le botte ci sono, ma sono riuscito a riposare» ha detto col braccio immobilizzato. La maglia rosa, nella caduta di Castiglione della Pescaia, costata la frattura al braccio a Daniele Colli e innescata da uno spettatre improvvido, ha riportato la sublussazione della spalla.

Difficile gestire un trauma del genere, secondo i medici e chi corre in bicicletta. Ma la maglia rosa ha stretto i denti. Ha preso con i compagni il pullman per la partenza. Ha formato il foglio di via, sempre accompagnato dal calore della gente, ed è partito. La spalla gli fa male, alimentarsi è un problema, tanto che ha dovuto farsi aiutare dai gregari per prendere i rifornimenti. Ma Contador ha scorza dura, nell’agosto 2014 recuperando a tempo di record alla caduta al Tour e vincendo la Vuelta.

Negli ultimi chilometri, quando l’andatura è schizzata, si è pure alzato più volte sui pedali, un problema con lesioni a una spalla. «Ho riposato bene, ho superato un giorno duro, con oltre 260 km di gara – ha detto a fine tappa – ora il mio unico pensiero è andare in hotel e mettere ghiaccio sulla spalla. Domani? Campitello Matese poteva essere una tappa d’attacco, dovrò corere in difesa». Non bluffa, i dolori sono forti. Ma l’operazione fair play dei rivali non continuerà sulle rampe (non facili) di Campitello Matese, peraltro in una giornata che si annuncia caratterizzata da maltempo. I rivali di Contador, Fabio Aru (Astana) e Richie Porte (Sky) in testa, farebbero bene ad attaccare lo spagnolo, perché un’occasione simile potrebbe non ricapitare loro in futuro. Il toro è vulnerabile, la danza sui pedali che è il suo marchio di fabbrica in salita, con una spalla così è problematica. Una buona fetta di Giro si deciderà a Campitello Matese.

Ma prima di pensare alla battaglia tra i big della generale sulla montagna che fece grande l’effimero Berzin nel 1994, va celebrata l’impresa di Diego Ulissi a Fiuggi. Il 25enne toscano della Lampre, con una volata da urlo, ha battuto Juan Lobato (Movistar) e Simon Gerrans (Orica), spazzando via la squalifica di nove mesi per doping. Il Giro d’Italia non ha perso la maglia rosa Contador, il ct azzurro Davide Cassani ha trovato il capitano per i Mondiali di Hamilton. Magia della tappa più lunga del Giro.

@simeoli1972

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