La Juve balbetta, ma fa poker
Nuova goleada (miglior attacco della serie A) però i bianconeri rischiano troppo sul 2-1
TORINO. Un'altra goleada della Juventus: due reti per tempo inframmezzati dal timbro di Paloschi: dopo l'Udinese, anche la Spal finisce sommersa dai bianconeri (4-1). Al contrario che in Friuli, la firma è tutta degli attaccanti, da Bernardeschi a Cuadrado, passando per il ritorno al gol dopo un'astinenza non troppa lunga, ma che a loro è sembrata quasi infinita, di Higuain e Dybala. A dispetto del risultato finale, tuttavia, non è stata una serata di relax per Allegri che, dopo avere rischiato il pareggio - segnato da Oikonomou, ma annullato ancor prima del suo tocco per un fuorigioco di Paloschi, dopo un salvataggio all'ultimo di Barzagli sullo stesso attaccante - ha chiesto aiuto alla “vecchia guardia”: dentro Cuadrado per Bernardeschi e Pjanic al posto di Bentancur. Ripreso il controllo, la Juventus è scappata via in una partita aperta con l'inno di Mameli cantato per provocazione dagli ultrà bianconeri, mentre si leggeva il brano del Diario di Anna Frank. Uno-due di Bernardeschi e Dybala in otto minuti e la contesa pareva già chiusa, ma il gol rapinoso di Paloschi, in anticipo su Licthsteiner, tap-in di un tiro crosso dell'ex Mattiello, ha riacceso l'interesse, facendo incavolare Allegri per il decimo gol incassato n campionato, in questo caso assolutamente evitabile. Aggressiva e concentrata, la squadra di Allegri aveva schiacciato la Spal in 30 metri nei primi 20': Higuain, nelle vesti quasi del gregario, ha pressato Salomon facendogli perdere palla: è stato anche suo il merito del primo gol di Bernardeschi all'Allianz stadium, il secondo in maglia bianconera dopo la rete del vantaggio a Bergamo. La Juventus non ha staccato il piede dall'acceleratore e al 22' Dybala ha pennellato alla sua maniera il raddoppio: inutili tutti i preparativi della barriera di Gomis. La Joya ha interrotto il digiuno che durava da un mese e due giorni, derby con il Torino. Dopo la rete, urlo liberatorio e un'imprecazione dell'argentino, prima del solito scambio di gesti con il portiere Pinsoglio in panchina. La Spal ha messo paura alla Juventus: al 7' st Paloschi murato in extremis da Barzagli poi mischione con traversa e pareggio ferrarese, annullato dal'arbitro Pasqua, con decisione confermata dopo un paio di minuti abbondanti dopo un consulto a distanza con Gavillucci alla Var. Un brivido che ha convinto Allegri a provvidenziali ritocchi. 3-1 di Higuan, al quale il gol mancava dal primo ottobre (a Bergamo) e poker di Cuadrado, lasciato solo e libero di piazzare il colpo di testa. Così Allegri ha potuto fare riassaggiare il campo a Marchisio, che mancava dalla prima di campionato (con il Cagliari), cioè da oltre due mesi. Poteva essere cinquina bianconera ma l'ultima stoccata di Higuain è stata annullata (con consulto Var) per fuorigioco. Restano i 31 gol in dieci partite: quello della Juve è il miglior attacco della serie A.
Ma Allegri durante la gara è apparso piuttosto arrabbiato per il comportamento della squadra. Troppi cali di concentrazione. «Il mister ha ragione», ha detto Federico Bernardeschi, uno dei protagonisti della serata, «la gara andava chiusa subito senza far rientrare la Spal in partita. E’ da tempo che il mister ci raccomanda di non aver pause di rendimento e noi dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista».

