LA JUVE MOSCA BIANCA DEL CALCIO ITALIANO

11 Aprile 2016

Tanto di cappello alla Juve, chapeau! Sei punti di vantaggio ad altrettante giornate dalla fine rappresentano un vantaggio in grado di considerare i bianconeri avviati verso la conquista del quinto scudetto consecutivo. Ce l’hanno in pugno. Sì, perché al di là del margine che separa la capolista dal Napoli c’è una condizione psico-fisica straripante e un calendario che appare in discesa. La squadra di Allegri ha una serie in corso di 21 successi nelle ultime 22 partite. Sta dando una prova di forza impressionante. Abbina fisicità e qualità come nessun altro in Italia. E anche quando va in difficoltà, come sabato sera con il Milan, ha un Buffon che sa rendersi protagonista e contribuire all’impresa. Le mani sullo scudetto, la conferma di un’egemonia che va avanti da anni. La superiorità di un progetto che in Italia non ha rivali. E’ quantomeno singolare che chi ha dimostrato negli anni di saper fare calcio coniugando risultati e un certo equilibrio di bilancio sia ai margini del gotha della Lega di A. La Juve – va ricordato – è all’opposizione nella Confindustria del pallone comandata dalla premiata ditta Galliani&Lotito e supportata da Preziosi. Inconsistente in Lega e – in più – è in causa con la Figc per le vecchie questioni di Calciopoli. Ovvero, fuori dalla stanza del potere.

La superiorità del progetto ha una matrice ben chiara: lo zoccolo duro dello spogliatoio è italiano. E’ quello che accoglie ed “educa” i nuovi a vincere. Che sia Dybala o Rugani poco importa. Una scelta ben precisa della società che più delle altre punta sul made in Italy. Non solo: continua a tenere in pugno il mercato dei giovani che si mettono in mostra dentro i confini. Chiaramente, la Juventus continua a dettare legge per meriti propri, ma anche grazie agli errori e alle difficoltà delle rivali. In primis le milanesi. Tanto che la serie A può apparire anche poco allenante per poter emergere in Europa. Ecco, la sfida deve essere quella di migliorarsi in Champions. Per riuscirci l’imperativo è aumentare il tasso tecnico della squadra. Che in questa stagione è sembrato inferiore a quello della Juve di Pirlo e Tevez.

@roccocoletti1

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