La Juve nuova formula vince e va in fuga

30 Gennaio 2017

Bianconeri a +4 sulla seconda. Micidiale l’attacco a 4 punte, il Sassuolo va ko dopo 25’. E Dybala non saluta Allegri

REGGIO EMILIA. Una spallata alla concorrenza sulla strada verso il sesto scudetto di fila. Vince senza soffrire la Juve e, sfruttando il passo falso della Roma, allunga nuovamente (+4 sulla seconda e con la partita col Crotone da recuperare). Più sei sul Napoli, incapace di battere il Palermo.

Il Sassuolo dura poco, i bianconeri sono micidiali nei primi 25' come già accaduto contro Lazio e Milan. Dopo aver incassato il raddoppio bianconero la squadra di casa è uscita praticamente di scena senza riuscire a reagire davanti ad una Juve superiore in tutto e per tutto.

Allegri ha schierato sulla linea difensiva Lichsteiner, Bonucci, Chiellini ed Alex Sandro. A centrocampo Khedira e Pjanic, mentre Cuadrado, Dybala e Mandzukic hanno agito alle spalle di Higuain. Formazione a trazione anteriore come nel 4-2-3-1 a trazione anteriore voluto da Allegri.

La Juve è partita subito forte e nel giro di una ventina di minuti ha chiuso la partita grazie ai gol di Higuain e di Khedira. Un avvio bruciante, una chiara dimostrazione di forza di una squadra corta e aggressiva, capace di sprigionare un potenziale fisico e tecnico di prim’ordine. Più volte è andata vicino allo 0-3, mentre nelle retrovie ha rischiato solo in un’occasione quando Buffon si è superato prima su Politano e poi sull’ex Matri. Ha controllato la gara la capolista e avrebbe potuto arrotondare il punteggio se Mandzukic fosse stato più preciso in zona gol. Ma proprio il croato è una delle chiavi del nuovo corso di Allegri che lo ha piazzato a sinistra dove attacca e difende con grande fisicità. E’ il suo lavoro che permette alla squadra di mantenere un certo equilibrio. L’unico neo verso la mezzora della ripresa, quando al 31' Allegri ha operato il cambio: fuori Dybala e dentro Pjaca, l'argentino non ha gradito e se n’è andato senza stringere la mano ad Allegri, a favore di telecamere. «È arrabbiato, lo voglio sempre così», smorzerà i toni il tecnico nel dopo partita. «Al di là del fatto che la Roma abbia perso», ha aggiunto Allegri, «sono felice per la prova dei miei giocatori. Il cammino è ancora lungo e ci sono tante partite da giocare per parlare già di scudetto. La squadra si è mossa bene, soffrendo solo nella parte finale del primo tempo, quando siamo un po’ calati. Poi, anche nella ripresa, abbiamo comandato il gioco. Era importante non subire gol e in questo siamo stati molto bravi. Dobbiamo essere invece più incisivi in fase offensiva: costruiamo molto e potevamo fare anche più reti».

Sconsolato Eusebio Di Francesco: «Non c’è stata partita. Vincevano spesso i duelli fisici. E una volta andati in svantaggio, è stata durissima perché sono molto bravi nel palleggio», l’analisi del tecnico pescarese.

Raggiante Gonzalo Higuain: «Manca ancora tanto ma se continuiamo con questo atteggiamento sarà dura per tutti», ha spiegato l’attaccante che comunque non chiude il discorso Scudetto. «No, per niente. Noi dovevamo vincere per dare una grande dimostrazione di forza, non abbiamo sbagliato atteggiamento e ci siamo portati a casa i tre punti. Dobbiamo ancora tenere la tensione alta».