La Juve recupera gli acciaccati, ma Dybala sta diventando un caso
Il «dolce obbligo» degli ottavi di finale di Champions è stato rispettato, per la Juve l'impegno adesso è di chiudere al meglio, contro l'Inter, il trittico di partite “calde” aperto venerdì con un...
Il «dolce obbligo» degli ottavi di finale di Champions è stato rispettato, per la Juve l'impegno adesso è di chiudere al meglio, contro l'Inter, il trittico di partite “calde” aperto venerdì con un successo a Napoli. La posta in palio è di nuovo molto alta, sabato sera all'Allianz c'è in ballo un pezzetto del prossimo scudetto: «In 15 giorni nel nostro Stadium abbiamo due confronti diretti, con Inter e Roma: dobbiamo vincerli entrambi», è il proclama di Szczesny, che ad Atene è stato decisivo a proseguire la striscia senza gol subiti dai bianconeri, arrivata a 4 partite, tra Champions e campionato. «Stiamo lavorando sodo sulla fase difensiva e i risultati si vedono», spiega Cuadrado, autore del gol che ha sbloccato la partita con l'Olympiacos. L'Inter di Icardi e Perisic sarà la prova del nove. «Da quando è arrivato Spalletti», osserva Cuadrado, «i nerazzurri hanno acquisito qualcosa in più. Ma sono sicuro che noi faremo una grande partita». «Sarà molto difficile», interviene ancora Szczesny, «ma abbiamo fiducia, ci dà forza anche il fatto di non prendere gol da quattro partite. E se la nostra porta resta imbattuta, con le potenzialità che abbiamo in attacco, è più facile vincere: ci basta segnare una volta». Al rientro da Atene, bianconeri in campo a Vinovo: Allegri ha insistito sui «troppi errori tecnici» affiorati anche nella vittoriosa serata in Grecia. Contro l'Inter ne vuole vedere il meno possibile. Dovrebbero rientrare Buffon, che però oggi non si è allenato, e Chiellini; Pjanic tornerà a giocare dal primo minuto. Resta il problema Dybala, sparito di scena ad Atene dopo un inizio promettente. In un'intervista pubblicata dal settimanale Vanity Fair l'attaccante argentino ha ammesso che nella vita di un calciatore famoso non c'è solo oro che luccica: «Il più delle volte è un uomo molto solo», ha sottolineato. Parole che riportano all'immagine di ieri sera ad Atene, quando il numero 10 della Juve, dopo la sostituzione, si è isolato in fondo alla panchina, meditabondo.

