La Juve senza Higuain, torna Chiellini

Alle 18 i bianconeri a Ferrara con la Spal, stasera Fiorentina-Milan. Blitz Napoli, Insigne e Fabian Ruiz ribaltano il Brescia
FERRARA. Il rispetto per la filosofia di gioco che l'ha reso famoso e che ha convinto la dirigenza della Juventus, ma anche per le caratteristiche dei giocatori. Un passaggio obbligato per Maurizio Sarri alla vigilia della primavera dei verdetti, del periodo in cui nel calcio europeo si raccolgono i risultati di una stagione. Prima della trasferta di oggi a Ferrara con la Spal (ore 18), linea di partenza del percorso che porterà alla sfida di mercoledì con il Lione (ieri ha vinto 2-0 col Metz)e a quella casalinga con l'Inter, Sarri difende il suo operato: «La mia filosofia calcistica è la stessa ma alcuni giocatori sono individualisti e non vanno toccati». Individualisti nel senso più puro e meno negativo del termine: campioni in grado di cambiare una partita e una stagione con le loro giocate. Un ingrediente fondamentale, nella visione del tecnico bianconero, di tutte le squadre di successo. Sarri, a titolo di esempio, chiama in causa il «Milan di Sacchi, dove c'era un gran collettivo e un paio di giocatori individualisti, che poi erano quelli che facevano la differenza». Iniziando dalla sfida con la Spal, la prima in ordine di tempo, l'unica nella testa del tecnico bianconero: «Pensiamo alla partita di Ferrara, quello che ci attende è un periodo importante ma non decisivo. Dobbiamo pensare alla singola partita e non a un gruppo di partite, testa a Ferrara senza nessun altro pensiero». Periodo chiave in cui Sarri ritroverà alcune pedine fondamentali, da Chiellini, candidato per una maglia da titolare vista anche la squalifica di Bonucci, a Pjanic e Khedira. Il regista bosniaco, però, osserverà un altro turno di riposo come Higuain, che «ha ancora un po’ di mal di schiena» Alle 15 c’è Bologna-Udinese, alle 20,45 Fiorentina-Milan e per l’allenatore rossonero Pioli sarà una partita speciale. L'esperienza in viola da giocatore e soprattutto quella da tecnico, segnata dal dramma dell'improvvisa scomparsa di Davide Astori, rendono il ritorno al Franchi un'emozione da maneggiare con assoluta cura. «L'esperienza di quei mesi ha lasciato dentro qualcosa», dice Pioli. «Dopo la tragedia abbiamo trasformato quella situazione in un qualcosa di positivo, sulla scia delle sue qualità umane e i suoi valori. Davide è sempre dentro di me, sono convinto che lui sia contento che io sia qui al Milan». Le emozioni, però, non possono distrarre dall'obiettivo. Il Milan deve recuperare 10 punti alla lepre Atalanta ma Pioli non ammaina la speranza di riuscire a compiere una miracolosa rincorsa per un posto in Champions.
Roberto Di Candio

