LA JUVE TORNA AI TEMPI DI DELNERI
Un altro scoglio superato sulla strada che porta allo scudetto. Certo, la serie di successi si è fermata a undici. Ma anche il pari del Maradona, per come è maturato, è una dimostrazione di forza...
Un altro scoglio superato sulla strada che porta allo scudetto. Certo, la serie di successi si è fermata a undici. Ma anche il pari del Maradona, per come è maturato, è una dimostrazione di forza dell’Inter. Sono nove, ora, i punti di vantaggio sul Milan. Cambia poco, per lo scudetto è già partito il conto alla rovescia. L’interesse è concentrato sulla lotta Champions: cinque squadre per tre posti. Il Milan si tiene stretto il secondo posto, tornando a vincere al Meazza; l’Atalanta batte e sorpassa la Juventus, salendo al terzo posto in classifica; il Napoli insegue, così come la Lazio che potrebbe avventarsi sul gruppetto vincendo il recupero contro il Torino. A sette giornate dalla fine la Roma sembra fuori dalla lotta e concentrata sull’Europa League che dà il pass per la Champions a chi la vince. Fa rumore la sconfitta della Juventus, d’altronde quando non c’è Cristiano Ronaldo i bianconeri steccano. Ora rischiano di vedersi sfuggire la zona Champions dopo che alla lotta scudetto hanno assistito da lontano. Per rendere l’idea, la Juve era dal 2010-11 (quella con Delneri in panchina) che non perdeva almeno cinque volte nelle prime 31 giornate di campionato. Si fa un gran parlare di Ronaldo e della sua utilità, ma quando non c’è CR7 i bianconeri non danno mai la sensazione di poter segnare. È accaduto anche a Bergamo dove la sconfitta è frutto di un episodio, ma di gioco - anche questa volta - nemmeno l’ombra. Il vero problema dei bianconeri si chiama Andrea Pirlo, la sua inesperienza, che è alla base del crollo di una squadra che per nove anni ha dominato la scena e ora trema al pensiero di finire fuori dalla Champions. Proprio nel momento in cui il suo presidente, Andrea Agnelli, è tra i promotori della Superlega che sta spaccando il calcio europeo.
@roccocoletti1
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