La Juventus nella tempesta: rischia la Champions e la A

11 Maggio 2021

Gravina (Figc): «Se resta in Superlega nella prossima stagione non può iscriversi» Dirigenza furibonda per la disfatta contro il Milan, ma Pirlo (per ora) resta

TORINO. Piove su Torino e sulla Juventus. E non è solo una questione meteorologica, con Ronaldo e compagni che si sono allenati in mattinata alla Continassa sotto un diluvio incessante. Su tutto il mondo bianconero continuano ad addensarsi nuvoloni neri di cattivi presagi tra risultati sportivi e conseguenze post-Superlega, con le ultime parole di Gabriele Gravina ad alimentare la tempesta. «Le regole valgono per tutti, la Juve verrà esclusa dalla prossima serie A se non si sarà ritirata dalla Superlega», ha dichiarato il numero uno della Federcalcio. E proprio oggi, nella cornice milanese di Palazzo Parigi, verrà affrontato il tema durante una riunione informale riservata ai club. I provvedimenti annunciati dall'Uefa e dal suo presidente Aleksander Ceferin hanno anche varcato i confini nazionali, con il presidente Andrea Agnelli che ora dovrà capire come muoversi per evitare clamorose sanzioni. Intanto, ha deciso quale sarà il futuro di Andrea Pirlo: salvo incredibili tracolli, il tecnico terminerà la stagione. Anche perché mancano soltanto quattro partite, tre giornate di campionato più la finalissima di coppa Italia contro l'Atalanta, e cambiare in questo momento potrebbe addirittura rivelarsi controproducente. L'allenatore, però, per un momento ha tremato, perché lo 0-3 del Milan all'Allianz Stadium ha mandato su tutte le furie la dirigenza. Ma niente ribaltone, con il tecnico che ha diretto l'allenamento in mattinata, mentre l'inviato di Striscia la Notizia, Valerio Staffelli, aspettava fuori dai cancelli per consegnare il Tapiro d'Oro. E non c'è stato nemmeno alcun vertice societario, come hanno voluto sottolineare fonti vicine al club, ma soltanto l'invito a riscattarsi nelle poche gare che ancora mancano al termine della stagione più travagliata negli ultimi dieci anni. Già, perché era dal 2010/2011 con Gigi Delneri alla guida che la Juve non perdeva almeno tre gare casalinghe in serie A (all'epoca furono cinque), mentre è la prima volta nella storia che i bianconeri subiscono due umiliazioni per 0-3 nell'arco dello stesso campionato (ieri il Milan, a dicembre la Fiorentina). Così la rincorsa alla Champions è diventata molto più difficile. «Non dipenderà più soltanto da noi», ha ammesso Pirlo dopo la disfatta contro i rossoneri. La Juve è adesso al quinto posto a una lunghezza dal Napoli e a tre dalla coppia Milan-Atalanta, ma con gli scontri diretti a sfavore contro le due lombarde e una differenza reti peggiore rispetto ai partenopei: questo vuol dire che, per guadagnarsi l'accesso tra le prime quattro, dovrà superare di un punto una diretta concorrente. Domani la trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo, sabato il ritorno di Conte e della sua Inter scudettata allo Stadium, il 19 la finale di coppa Italia contro Gasperini e domenica 23 l'ultimo atto a Bologna contro Mihajlovic: da oggi, saranno i dodici giorni più lunghi di Pirlo e della Juventus. Il fallimento rischia di essere dietro l'angolo, Ronaldo e compagni si giocano la faccia.
Angelo Caradonna