La Juventus è da scudetto ma in Europa serve di più

11 Marzo 2015

La capolista può iniziare il conto alla rovescia verso il quarto tricolore di fila. In vista della sfida di Dortmund però deve crescere sul piano tecnico e fisico

TORINO. Il quarto scudetto consecutivo della Juventus è davvero lì, dietro l'angolo. Allegri potrà pure continuare a dire che nulla è ancora vinto – il suo ruolo glielo impone –, ma ormai le speranze della Roma zoppicante sono al lumicino. Il conto alla rovescia è cominciato. I tifosi juventini scorrono il calendario e scommettono su quale sarà la giornata dell'ennesima festa bianconera. Il +11 sulla Roma (a 12 gare dalla fine), il +15 su Napoli e Lazio, sono ormai ben più di un'ipoteca. A rafforzare la convinzione dei bianconeri che il più sia già stato fatto è proprio il successo, sofferto e striminzito, sul Sassuolo, strappato all'82' con un'altra opera d'arte di Pogba. «Vittoria fondamentale», sottolinea Claudio Marchisio, «di gruppo, con pazienza, senza rischiare». Sulla stessa lunghezza d'onda Chiellini («Vittoria importante, avanti così») e Bonucci («Con pazienza e voglia di vincere ottenuti 3 punti importanti. Da vera squadra») con dedica a due giocatori che hanno appena subito gravi infortuni, il compagno Martin Caceres e Federico Mattiello, bianconero in prestito al Chievo. «Partita dura; vittoria pesante!», aggiunge Fernando Llorente che ha fatto staffetta con il connazionale Alvaro Morata, senza però brillare. Allegri getta acqua sul fuoco, mostra di non curarsi di cosa dice Conte e dello scudetto che il ct azzurro avrebbe già vinto con la sua «cattiveria» e ribadisce fiducia: «Nessun #fiuuu», scrive il tecnico, «perché sapevo che con pazienza il gol sarebbe arrivato. Bisogna star concentrati... #finoallafine», conclude con l'hastag più usato nella stagione bianconera.

Ma che la Juventus ultimamente abbia perso colpi sul piano del gioco, Allegri non se lo nasconde. E forse alla stessa cosa pensa Pogba, quando, tra un dribbling dialettico sul suo futuro e un altro sullo scudetto «ancora da vincere», ammette: «le prossime partite saranno ancora più difficili». Il fuoriclasse francese, squalificato, salterà l'anticipo di sabato a Palermo. Ma all'orizzonte c'è ormai Dortmund, il ritorno degli ottavi contro il Borussia. Dove la Juventus può continuare a coltivare il suo sogno europeo, a patto che torni ad avvicinarsi alla «perfezione», l'obiettivo al quale - aveva detto qualche settimana fa Allegri - doveva ambire la squadra bianconera. Nelle ultime uscite, invece, le imperfezioni sono affiorate. Ci sono giocatori - almeno all'apparenza - stanchi e fuori forma, la forza del gruppo ed i lampi dei campioni hanno sopperito ai problemi emersi. La Champions, come sempre, sarà il vero esame di questa Juve che fa piazza pulita in Italia ma che vorrebbe fare sentire la sua voce anche in campo internazionale. Tevez e Pereyra, infine, sono stati convocati dal ct dell'Argentina per le partite del 28 e 31 marzo, a Washington e New Yersey, contro El Salvador ed Ecuador.