La Lazio non si ferma e sogna la Champions

ROMA. Tre reti, un palo, l'iniziativa sempre in pugno. È una vittoria più che meritata quella colta dalla Lazio al cospetto di un Genoa che non riesce ad uscire dal momento no (un punto nelle ultime...
ROMA. Tre reti, un palo, l'iniziativa sempre in pugno. È una vittoria più che meritata quella colta dalla Lazio al cospetto di un Genoa che non riesce ad uscire dal momento no (un punto nelle ultime tre giornate). Con il 3-1 sui rossoblù il Napoli è scavalcato di nuovo ed è ormai chiaro che la squadra plasmata da Simone Inzaghi occupa i piani alti della classifica non per caso. Se qualità ed applicazione restano così alte sognare il terzo posto non è un'utopia. Quando ha il pallone questa Lazio sa sempre inventare qualcosa di pericoloso. Prova ne sia che se passa in vantaggio i 3 punti sono quasi sicuri (solo una volta ha subito il pari). Quando invece l'iniziativa è degli avversari, toglie loro il respiro e la capacità di ragionare occupando tutti gli spazi. All'Olimpico ne ha fatto le spese il Genoa che prima e dopo il gol di Ocampos, pareggio momentaneo in apertura di secondo tempo, si è visto pochissimo, imbrigliato nella rete del centrocampo laziale. Se la Lazio chiude il primo tempo in vantaggio di un solo gol (destro al volo di Felipe Anderson all'11') si deve a due ottimi interventi difensivi, entrambi su Immobile, di Orban e Burdisso. Subito il gol il Genoa abbozza una reazione, ma vere occasioni da rete nell'area laziale non se ne vedono. Senza nessuna avvisaglia il Genoa trova il pari con Ocampos al 7' della ripresa, ma è un gol che sa di casualità. L'inerzia della partita, infatti, non cambia. La Lazio riparte in avanti e cinque minuti dopo è di nuovo in vantaggio con il rigore trasformato da Biglia (fallo di Orban su Felipe Anderson). I padroni di casa non rallentano, Parolo coglie il palo e la rete di Wallace al 28' è il sigillo della sicurezza. E c'è gloria anche per Strakosha che nel finale si riscatta contro Ninkovic.

