LA LEZIONE CHE ARRIVA DALLA SPAGNA

19 Maggio 2014

di ROCCO COLETTI L’immagine arrivata sabato sera da Barcellona è di quelle che valgono una lezione. Lo scontro che vale il titolo va (grazie al pareggio) all’Atletico Madrid e il pubblico del Camp...

di ROCCO COLETTI

L’immagine arrivata sabato sera da Barcellona è di quelle che valgono una lezione. Lo scontro che vale il titolo va (grazie al pareggio) all’Atletico Madrid e il pubblico del Camp Nou che fa alla fine? Applaude. In novantasettemila a battere le mani alla squadra che ha appena vinto la Liga. Ricambiati dal Cholo Simeone, protagonista dell’impresa dei colchoneros. Semplice in un Paese civile, una legge dello sport. Si applaude il vincitore per rendergli onore e merito. Accade in Spagna, mica in Italia! Da noi in un contesto del genere ci si sarebbe azzuffati. Il gol annullato a Messi avrebbe alimentato polemiche a non finire. Perfino stucchevoli! In Spagna no, eppure la rivalità tra Barcellona e Madrid è profonda, acuita anche da risvolti sociali e storici. Ci sono radio, televisioni e giornali ad alimentare le polemiche. C’è la crisi economica. Come da noi! Però, alla fine, lì scatta l’applauso per legittimare il successo dell’avversario. Questione di cultura e di mentalità. Un calcio corretto e vincente quello spagnolo, campione d’Europa nelle ultime due edizione e campione del mondo in carica. E, come se non bastasse, padrone del calcio continentale visto che metterà in bacheca Europa League e Champions. Noi, invece, lottiamo contro la violenza negli stadi e dibattiamo su un movimento calcistico che ha perso spessore e prestigio.

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